Siamo un gruppo di cittadini di Pontevecchio e chiediamo un po' di spazio in merito a una vicenda che, sia pur
piccola in confronto ad altri problemi, ci ha negativamente colpito.
Il muro di recinzione del campo sportivo comunale di Pontevecchio era stato dipinto tempo fa da un gruppo di
giovani con fantasiosi e colorati murales. Indipendentemente dal giudizio su questa particolare forma
espressiva, ci era sembrato importante che i ragazzi avessero trovato un'occasione per la loro voglia di lavorare
insieme.

In concomitanza con la celebrazione della festa patronale di Pontevecchio di quest'anno il muro è stato
ridipinto (ci dicono per ordine dell'attuale amministrazione) di una "rassicurante" giallino, che ricorda le
piastrelle dei bagni di un autogrill, forse nella convinzione di riportare ordine estetico in una "periferia
degradata" (testuali parole dell'allora consigliere di opposizione Marco Maerna e attuale vicesindaco).

Così, mentre a Berlino, New York, Amsterdam si celebrano addirittura delle rassegne di graffiti art,
con tanto di premi e di giuria, a Pontevecchio, che nel suo piccolo ci ha provato, si cancella con un colpo di
spugna, anzi di pennello, un'esperienza innovativa e interessante.

Probabilmente per l'attuale giunta la massima espressione culturale è il ballo liscio in piazza. Non
abbiamo nulla contro il ballo liscio, ma pensiamo che l'attuale amministrazione debba osare qualcosa di
più.
La "città a colori" del sindaco Del Gobbo finora non ha prodotto che un cupo grigiore, anzi un insignificante
giallino, il colore dell'inettitudine di questa giunta ad affrontare e risolvere i veri problemi della
città.

La distruzione dei murales ci è sembrata una scelta miope e arrogante, uno schiaffo a quei ragazzi che
ci hanno lavorato con passione ed entusiasmo. Ma può essere che ci sbagliamo. Può essere che
questa giunta abbia davvero in buona fede la convinzione di possedere la verità del senso estetico.
Quando abbiamo visto il "giardinetto" creato nella molto discussa fontana di piazza Liberazione, il nostro
primo pensiero è stato quello di chiederci dove sarebbero stati collocati, successivamente,
i nanetti di Biancaneve e i cerbiatti di gesso.
Seguono nove firme.
foto failacosagiusta