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Gli interrogativi dei giovani sulla politica

Un tentativo di dare qualche risposta dall'interno

Articolo scritto da: Nadia Spadaro
Perché i giovani sono poco presenti nella vita politica? Per quale motivo non sono interessati a ciò che avviene nel mondo che li circonda?

Questi sono gli interrogativi emersi giovedì 13 novembre, a Mesero, nell'incontro organizzato dal Comitato Intercomunale della Pace per riassumere quello che è avvenuto all'assemblea dell'ONU dei popoli tenutasi a Perugia lo scorso mese di ottobre.

Sono domande a cui è difficile dare una risposta. Provo a dare la mia.
In generale, penso che non sia del tutto vero. I giovani non si disinteressano a quello che accade intorno a loro.
Semplicemente non sono abituati ad agire per cambiare i fatti, non si sentono chiamati in causa.
Non avete mai pensato, una volta nella vostra vita: "perché devo lottare? Tanto non sarò certo io a cambiare le cose". In passato io l'ho pensato. Tante volte. I miei genitori però mi hanno sempre spiegato che se tutte le persone che non agiscono per questo motivo si mobilitano non è detto che qualcosa non cambi. Almeno vale la pena di tentare.
Esistono ragazze e ragazzi a cui nessuno l'ha mai spiegato. Non sanno come muoversi, perché e per quale motivo.

I giovani di oggi sono stati abituati ad avere tutto? È possibile. Probabilmente perché figli di una generazione che ha combattuto per ottenere dei diritti e per raggiungere i propri sogni e che ha voluto facilitargli la vita.
Noi non abbiamo dovuto lottare, forse è per questo che non lo facciamo. Non vuol dire che non ne siamo capaci.
Anche noi cerchiamo delle risposte, inseguiamo dei sogni come facevate voi adulti.
Più si cresce e più si acquisisce la consapevolezza dei propri mezzi e di quello che si vuole ottenere.
Non per tutti accade nello stesso momento, alcuni hanno bisogno di più tempo, altri lo sanno da sempre.
Qualcuno non lo saprà mai.
Per quanto mi riguarda, nessuno è mai venuto a chiedermi (ad eccezione dei miei genitori e di qualche loro amico): "ti interessa collaborare, partecipare, aderire a questo progetto?".
Entrare a far parte del mondo politico non è facile per un adulto, figuriamoci per un giovane.
E poi, ad essere sincera, il mio modo di pensare la politica è continuamente sconvolto dai fatti: in qualsiasi campo, in qualsiasi direzione prima vengono i propri interessi poi quelli degli altri, l'importante è guadagnarci di più.
Ciò in cui si crede non è portato avanti per gli altri ma per se stessi o per pochi e, così, non si migliora niente.
Secondo me fare politica significa portare avanti delle idee comuni, condividere dei valori che vanno oltre la nostra persona, che creano un beneficio per tanti coinvolgendo le persone che ne hanno più bisogno.
Mi sono accorta che la realtà è ben altra cosa.
Continuerò però a sperare che qualcuno, coi fatti, mi dimostri il contrario.
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