Pagina iniziale Giuliana libera
seleziona le ultime novità
lunedì 9 novembre 09
Ricorso:
no al nucleare
lunedì 21 settembre 09
Promo:
il fiume rubato
domenica 8 marzo 09
Fame di territorio:
la INNSE rottamata
sabato 10 gennaio 09
Malpensa:
non tutto il nord dice si
lunedì 22 dicembre 08
La terra trema:
notizie dal folletto
domenica 14 settembre 08
Documentario contro le grandi opere:
il cartun d'le ribelliun
giovedì 11 settembre 08
Un piccolo paradiso resiste:
come nel villaggio gallo di obelix, asterix e panoramix
lunedì 21 aprile 08
V2 25 aprile:
fai sentire la tua voce
lunedì 17 marzo 08
Il mostro:
la tangenziale si ferma a Magenta
martedì 11 marzo 08
Torino:
nuova pubblicità stradale
mercoledì 5 marzo 08
Comunicato stampa:
fermato l'ammazzaparchi
lunedì 3 marzo 08
Marcello Rhorwasser:
lettera aperta sull'inceneritore
sempreverde
Citizen Berlusconi:
la biografia censurata
chiudi

Beppe Grillo al ministero delle Finanze!

Da anni aveva previsto il crack Parmalat... leggendo i bilanci

Tratto dal sito del ADN Kronos
bocca di banchiere Parmalat, Tonna: "Dal '94 tutte le banche potevano sapere".

Nella lista dell'ex direttore finanziario figurano Citibank, Deutsche Bank, N extra, Ubs, J.P. Morgan, Ifi Italia, Capitalia, Intesa, Ubm, San Paolo Imi e Banca Popolare di Lodi.
"Tutte le banche italiane ed estere avevano adeguati strumenti per rilevare esattamente la difficile situazione finanziaria di Parmalat a far data dal 1994-1995"...
Come? "Era a mio avviso sufficiente -dice Tonna- confrontare il passivo risultante dalla esposizione verso le banche con il passivo dichiarato in bilancio per comprendere che i conti non tornano.
Quanto poi alla centrale rischi, e mi attengo a quella italiana, Parmalat utilizzava interamente il suo affidamento globale pari a circa 2 miliardi di euro. A questa esposizione si sommava quella rispetto al sistema finanziario estero del quale Parmalat era ugualmente forte cliente".
Fatte queste premesse generali, l'ex direttore fir3nziario si fa più preciso. Riguardo a Bank of America, ad esempio, Tonna parla dei suoi rapporti con Luca Sala, ex responsabile del corporate banking della sede milanese dell'istituto americano, e dice che se è vero che "egli non mi ha mai chiesto apertamente se Parmalat fosse in grave crisi", è vero anche che "sul tavolo di ogni nostra trattativa c'era quel quadro che ho voluto premettere, e cioé lo scosta mento tra il debito reale e il debito di bilancio.
Di operazioni -aggiunge Tonna- ne abbiamo fatte tante perché vi era la disponibilità di Bofa a farne. C'erano in ballo forti commissioni, raggiungimento di budget di anno in anno crescenti per i manager della banca, prospettive di carriera".

Cristina Bassetto (ADN KRONOS 29 marzo 04)
Notangenziale No alla grande Malpensa Verdi Lombardia Lombardia RdB CUB Comitato Pace Piazza Liberazione Associazione Verdi Ambiente e Società
Documento XHTML 1.0 valido!