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La cosiddetta petrolizzazione dell'acqua: anche il pianeta e la vita diventano merce

Centinaia di milioni di persone che nei anni non avranno accesso all'acqua potabile e quindi alla vita

sacralità dell'acqua
foto: indymedia italia

COMMISSIONE III
AFFARI ESTERI E COMUNITARI
Comitato permanente sui diritti umani
Seduta di martedì 18 gennaio 2005


AUDIZIONE DEL PROFESSORE RICCARDO PETRELLA, FONDATORE DEL COMITATO INTERNAZIONALE PER IL CONTRATTO MONDIALE DELL'ACQUA

Vi ringrazio per l'opportunità datami di introdurre delle valutazioni sulla questione dell'acqua, la quale solleva il problema della sacralità della vita, non soltanto per ognuno di noi ma per intere popolazioni e comunità umane.
Il primo aspetto che vorrei sottolineare è questo: apparteniamo ad una comunità internazionale che ritiene che il diritto alla vita non appartiene a tutti e che al contrario annuncia che almeno per altre due o tre generazioni il diritto alla vita non apparterrà a tutti. Ci saranno centinaia di milioni di persone che nei prossimi cinquant'anni non avranno accesso all'acqua potabile e quindi alla vita.
Questo è il primo aspetto che tenterò di analizzare e che mi condurrà a trattare di Millenium development goals, ossia degli obiettivi del millennio per lo sviluppo.
Pongo tale questione ad una Commissione parlamentare come questa, per conoscere la vostra opinione riguardo a questi obiettivi.

La seconda questione che vorrei trattare è relativa alla comunità internazionale, incapace di gestire con la diligenza del buon padre di famiglia il patrimonio ad essa facente capo. Infatti, riguardo al problema rappresentato dalla mancanza d'acqua, lo stato del pianeta sta diventando sempre più catastrofico. Invece di migliorare la nostra permanenza sul pianeta Terra non facciamo altro che distruggere la naturalità, la conservazione e la qualità dell'ecosistema globale. Bisogna cercare di restituire importanza a concetti quali sustainable development promuovendo politiche in tal senso.

Il terzo problema che intendevo evidenziare riguarda la cosiddetta petrolizzazione dell'acqua. L'ingegneria economico-finanziaria che stiamo applicando nel campo dell'acqua e in quello relativo alla gestione del territorio sta evitando che la vita diventi merce, oppure si sta equiparando questo fondamentale elemento al petrolio?
Bisogna individuare in che misura una cultura economico-finanziaria - promossa da parlamentari eletti dal popolo - possa, a questo livello, rispondere alla seguente questione: quale è il miglior modo di gestire il bene acqua dal punto di vista dell'ingegneria economico-finanziaria? A tal proposito, è importante tener conto di due rilevanti elementi di politica estera: mi riferisco ai negoziati sui servizi - la liberalizzazione dei servizi nell'ambito del GATS - e alla realizzazione del mercato unico dei servizi a livello di Unione europea attraverso la direttiva Bolkenstein.

L'ACQUA DOVREBBE ESSERE FONTE DI VITA, DI PACE, DI AMICIZIA E DEL VIVERE INSIEME, INVECE OGGI SI STA APPLICANDO IL CONCETTO DI "RIVALE". Rivale è colui che si trova sulla riva opposta, l'acqua cioè sta divenendo causa di guerre poiché, invece di mettere in comunicazione, divide. In questo caso ritorna il concetto espresso dal presidente secondo cui i popoli hanno diritto ad avere sovranità sull'acqua. (Inviato da Francesco Castracane) CONTINUA
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