L'acqua del ministro: un altro regalo alle lobby e alle multinazionali del settore alimentare
Dopo le bevande alla frutta virtuale ecco un nuovo decreto perl'acqua pura ai pesticidi
È ora possibile commercializzare acque minerali con limiti di tolleranza più elevati per alcune
sostanze tossiche.
È la denuncia del responsabile agricoltura dei Verdi, Marco Moruzzi, secondo cui questa cattiva
novità è prevista da un decreto ministeriale firmato "alla chetichella" dal ministro della salute
Girolamo Sirchia il 29 dicembre scorso.
Moruzzi, che è anche consigliere regionale delle Marche, sottolinea che "d'ora in avanti i consumatori
potranno acquistare acque minerali in cui la presenza di oli minerali, idrocarburi policiclici aromatici,
pesticidi, tensioattivi, policlorobifenili, composti organoalogenati, è ammessa".
"Dopo che il ministro Marzano ha consentito, nei giorni scorsi, con un decreto la vendita di bevande
che in etichetta riportano nomi ed immagini che richiamano la frutta anche se in realtà non ne contengono
neanche una percentuale minima, ora - ha aggiunto Moruzzi - il ministro Sirchia ha emanato alla
chetichella un decreto ministeriale che introduce dei limiti di tolleranza per sei categorie di pericolose
sostanze inquinanti che sono degli indicatori di inquinamento delle falde e delle sorgenti".
Moruzzi ha inoltre evidenziato che il decreto firmato dal ministro della salute è sì finalizzato al
recepimento di una direttiva europea, ma essa, approvata otto mesi fa, "non contempla in alcun modo
l'introduzione di limiti meno restrittivi per questi contaminanti talmente tossici che
fino a ieri erano rigorosamente vietati anche in quantità infinitesimali".
Dopo avere definito il provvedimento un "attacco alla salute dei consumatori", il responsabile
agricoltura dei Verdi fa presente che "ad essi viene tolta in questo modo la convinzione di consumare
un prodotto puro" mentre "si fa un altro regalo alle lobby e alle multinazionali del settore alimentare".
"Molte marche di acqua minerale - ha infine ricordato - erano finite, nel luglio scorso, sotto accusa
per la presenza di inquinanti nelle loro bottiglie a seguito di analisi effettuate dall'Istituto
superiore di sanità".