Nessuno racconta che l'attuale iper-mercato neoliberista del lavoro è un treno in corsa che lascia sul
suo percorso la fabbrica ,l'industria e i contratti a tempo indeterminato, il posto fisso per una vita
intera.
Un treno che ormai attraversa gli attuali e futuri terreni della precarietà dell'esistenza, senza diritti,
flessibili, con contratti a termine,i terreni delle agenzie interinali, dei call center, degli iper mercati,
della grande distribuzione, dell'ipersfruttamento per la produzione di merci che sempre più avviene grazie
alla tecnologia e alle macchine e sempre meno grazie alla forza lavoro dell'uomo.
Nessuno racconta che le operazioni di riduzione dimensionali e le riorganizzazioni aziendali sono un
trend mondiale.
Negli ultimi decenni solo negli stati uniti sono stati eliminati un milione di posti di lavoro l'anno... e
in Italia: nessuno agli operai della Siltal racconta di Falck, Goodyear, Breda, Riva e Calzoni, Alfa di Arese,
Terni e tante tante altre. Nessuno ipotizza quali potranno essere le aziende nel nostro Grasso territorio a
Dimagrire prossimamente?
E chi vuole a provare ad immaginare quali saranno le possibilità che il nostro territori offrirà a chi vuole
lavorare?
Noi ci proviamo:
potrebbero lavorare nella costruzione della strada Milano-Malpensa, oppure nei cantieri di edilizia privata che
sorgeranno al posto dei capannoni dismessi della Siltal o della prossima area industriale dismessa, oppure
come magazzinieri, o commessi in un mega centro commerciale che sorgerà ai bordi della tangenziale alle porte
di Abbiategrasso, oppure in un capannone per la distribuzione che sorgerà nel Parco Agricolo sud Milano, o nelle
fabbrichette dell'indotto-magari Iar siltal- costruite nuove nuove nella campagna abbiatense espropriata
ai contadini... chiaramente con contratti flessibili, a tempo determinato, co.co.co, a progetto ecc. ecc. ecc.
Nessuno ipotizza la sperimentazione di percorsi che siano un segnale reale di inversione di tendenza del
territorio locale a fenomeni di portata globale.
Nessuno parla di un ruolo da protagonista delle municipalità insieme alle realtà individuali e collettive che
immaginano un diverso modo di attraversare e vivere il territorio.
Nessuno osa parlare di un pensiero sociale - un tessuto di nuovi diritti e nuove reti di sicurezza-orientato
ad istituire non solo una difesa della precarizzazione dell'esistenza, ma anche verso i fondamenti di un nuovo
orizzonte del diritto. Che contempli il diritto alla piena cittadinanza, al reddito garantito e alla
partecipazione solidale alla questione comune.
Perché, lo si voglia o meno, sopravvivere nel mondo in cui viviamo ,sempre più frammentato,
è questione comune legata alla capacità di far crescere una nuova narrazione-racconto e messa
in relazione di molte storie diverse e simultanee, ma comuni.
PER QUESTO E NON SOLO:
COMUNICHIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETÀ E DISPONIBILTÀ ALLA LOTTA DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI DELLA
IAR SILTAL (SECONDO LE FORME CHE LORO VORRANNO).
NOI GIOVANI PRECARI E LAVORATORI ATIPICI AUTONOMI INTERINALI FLESSIBILI MATERIALI IMMATERIALI A PARTITA
IVA IN NERO STUDENTI DISOCCUPATI CHIEDIAMO COME PRIMA COSA UN REDDITO DI ESISTENZA GARANTITO X TUTTI E
UNA CASA GARANTITA PER TUTTI. PERCHÉ I SOLDI E LE CASE CI SONO SOLTANTO CHE SONO CONCENTRATI - E IN MANO
DI POCHI
DATECI IL DENARO POI NE RIPARLIAMO
VOGLIAMO I SOLDI NON IL LAVORO
Folletto25603
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