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Grazie Colf: terza parte della ricerca Inps/Caritas su immigrazione e collaborazione domestica

La loro presenza ha funzionato da calmiere dei costi, con enormi vantaggi anche per la collettività

pronto intervento a domicilio
foto: www.eterotopia.org

COMUNICATO STAMPA INPS

Ricerca Inps Caritas su immigrazione e collaborazione domestica

Questi lavoratori trovano occupazione per il 47% nel Nord (231.000) per il 34% nel Centro (169.000) e per il 19% nel Meridione (91.000).
Poiché la collaborazione familiare è un bisogno diffuso su tutto il territorio, l'occupazione immigrata è meno concentrata nel settentrione, a differenza di quanto avviene per le altre categorie.
Le due regioni con un numero di colf sulle 100.000 unità sono il Lazio (112.000) e la Lombardia (94.000); con 30.000/50.000 addetti troviamo la Campania, l'Emilia Romagna, il Piemonte e il Veneto.
L'INCIDENZA DELLE COLF IMMIGRATE È DI 1 OGNI 118 RESIDENTI: si va da 1 su 46 nel Lazio a 1 su 714 in Sardegna.
Non sussiste un'esatta correlazione tra il numero degli addetti e l'invecchiamento della popolazione locale, ma su questa discordanza possono influire anche la capacità delle "famiglie allargate" a rispondere in proprio ai bisogni di assistenza e la maggiore disponibilità reddituale in determinati contesti territoriali.

È improprio inquadrare le colf come "ragazze": solo 3 su 10 hanno meno di 30 anni. La regolarizzazione del 2002 ha posto in evidenza che l'età media di chi assiste anziani e malati si avvicina ai 40 anni, e li supera nel caso delle ucraine (43 e mezzo). Mentre le più giovani sono le marocchine (30,5), le rumene, le peruviane e le albanesi (32 anni).

IL SISTEMA DEL SERVIZIO SOCIALE ITALIANO SI È AVVALSO DEL LORO RAPPORTO A BUON PREZZO: anche famiglie a medio reddito si sono potute "permettere la colf", benché attualmente il diffuso frazionamento delle prestazioni lavorative presso più datori di lavoro sembri riflettere una maggior difficoltà per una singola famiglia (ciò vale a maggior ragione per una persona sola) a pagare per intero queste persone.

IN OGNI CASO LA LORO PRESENZA HA FUNZIONATO DA CALMIERE DEI COSTI, con enormi vantaggi anche per la collettività.
Nel 2001 si calcolava, ad esempio, che le 15.000 badanti del Veneto facessero risparmiare al sistema pubblico regionale 540 miliardi di lire, consentendo di evitare l'istituzionalizzazione delle persone assistite. Successivamente si è calcolato, sempre nel Veneto, che il ricorso a una cosiddetta "badante", come alternativa al ricovero, sia fonte di un risparmio di 200 euro al mese per ogni persona bisognosa di assistenza: se si rapportasse questo esempio ad almeno 100.000 persone a livello nazionale, il risparmio sarebbe di 240 milioni di euro l'anno

Leggi la prima parte La rivoluzione delle Colf
Leggi la seconda parte Il "fenomeno carsico" dei contributi Colf
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