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Berners-Lee: basta con questi
brevetti
| Insignito oggi dell'annunciato Millennium
Technology Prize, il padre del Web spara a zero su
una brevettualità che - dice - è uscita fuori dal
controllo. Questi brevetti - spiega - bruciano
idee e
innovazione | |
15/06/04 - News
- Helsinki - Si trova nella capitale
finlandese, oggi, il creatore di quel "WWW" che ha
consentito lo sviluppo della società dell'informazione,
e si trova lì per ricevere come ampiamente preannunciato il Millennium Technology Prize,
prestigioso premio internazionale sostenuto, tra gli
altri, dal governo finlandese. E lui, il padre del Web,
approfitta di queste ore per togliersi qualche
sassolino dalla scarpa.
Se
avesse brevettato le tecnologie che aveva sviluppato nei
laboratori del CERN di Ginevra, ha spiegato, oggi
avremmo "16 diversi web" su Internet, anziché un unico
ambiente al quale possono interfacciarsi liberamente una
incredibile molteplicità di applicazioni.
"Lo sa
Dio: - ha affermato - prima c'erano molti sistemi di
ipertesto che non interagivano. Ci sarebbe quindi stato
un web del CERN, uno di Microsoft, ce ne sarebbe stato
uno di Digital è l'HyperCard di Apple si sarebbe
allontanata dalle radici di Internet. E tutte queste
cose sarebbero state tra loro
incompatibili".
Berners-Lee ha utilizzato questo
esempio che lo riguarda direttamente per rivolgere una
nuova stoccata all'attuale sistema dei
brevetti che, a suo dire, ha perso la bussola.
Ha fatto l'esempio dell'assegnazione negli USA del
brevetto sul doppio-clic assegnato a
Microsoft, un brevetto che vale solo sui palmari. E ha
citato anche il gravissimo caso Eolas, società che
rivendica la paternità di plug-in e applet, un brevetto
che pone una cappa sull'intero web e contro cui lo
stesso Berners-Lee sta attivamente lavorando.
I
cosiddetti brevetti all'americana sono ora esportati in
Europa dove è passata la brevettualità estesa al
software e dove una retromarcia, per quanto auspicata, non è prevedibile. Sui
brevetti all'americana Berners-Lee ha dichiarato: "È ora
di guardare all'insieme del sistema. Negli Stati Uniti,
la situazione abbisogna di un radicale
cambiamento".
"Il problema
di oggi - ha dichiarato il direttore del W3C - è che
qualcuno può scrivere qualcosa di proprio conto e un
avvocato potrebbe poi gettare l'occhio e dire: Mi spiace
ma noi possediamo quanto hai scritto tra la riga 35 e la
42 anche se l'hai scritta tu".
Secondo lo
scienziato, i brevetti rischiano di mandare all'aria
"l'intero spirito con cui il software è stato fin qui
sviluppato". E ha cercato di spiegare cosa intende: "Se
puoi immaginare un computer che compie una certa
operazione allora puoi scrivere un programma per
farglielo fare. Questo spirito è dietro a così tante
meravigliose innovazioni. E se pensi allo spirito di
Internet, di apertura e di condivisione, tutto questo è
terribilmente negativo per la creatività. (I brevetti)
stanno riducendo la capacità accademica di produrre
ricerca e di avere nuove idee e compromettono lo
sviluppo di nuove industrie e nuove
imprese".
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Roma n. 51 del 7.2.1996 - De Andreis Editore S.r.l. |
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