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Pedegronda: dividi et impera.

Il Dominio flessibile: iniziativa con Renato Curcio a Seregno, venerdì 14 Maggio.


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Pedegronda: dividi et impera.

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Al di là dei comitati che sorgono spontaneamente per contrastare localmente il progetto della pedegronda dobbiamo rilevare che purtroppo non tutte le amministrazioni comunali del territorio dimostrano lo stesso livello di interesse e sensibilizzazione verso il problema. Eppure il progetto della pedegronda sarà una gigantesca colata di cemento e relativi gas di scarico che si abbatteranno sulla popolazione residente nel triangolo tra la provincia di Como, Varese e Bergamo con conseguenti pesanti ricadute sul traffico (e incidenti stradali) e sulla qualità dell'aria e quindi sulle malattie dell'apparato respiratorio, quali la bronchite cronica, l'enfisema polmonare, la polmonite, l'asma, la tubercolosi, i tumori.

La pedegronda (nome che identifica l'unione di due progetti preesistenti, la Pedemontana con la Gronda Nord) è un progetto di viabilità che mira ad istituire una nuova via di collegamento nell'area Est Ovest del Nord Italia, una via alternativa a quella autostradale già esistente che unisce le province di Bergamo Como Milano Varese nonchè una via per dare maggior impulso ai collegamenti con i tre principali aereoporti lombardi, ovvero quello di Malpensa, di Linate e di Orio al Serio. Non si parla quindi di una strada, ma di una vera e propria rete viaria.

Alcuni comuni saranno solo toccati "marginalmente" dai tracciati mentre altri verranno colpiti pesantemente dal nuovo sistema viario; verranno anche utilizzate ampie zone attualmente riservate a parco (Parco Groane, Parco Valle del Lambro) per quello che non è esagerato definire l'ennesimo scempio ambientale su un territorio già così duramente colpito in questi ultimi decennni.

La Pedegronda è anche parte di un progetto "antico" rimasto nel cassetto in attesa che la bufera tangentopoli si placasse ed è stato ripescato abilmente da Formigoni con il placet dell'allora ministro Antonio Di Pietro; il governo Berlusconi lo ha inserito all'interno di quell'insieme di opere publiche denominato "grandi opere" ovvero un esborso di denaro pubblico a metà strada tra un tentativo di rilancio keynesiano dell'economia e una campagna elettorale costosetta; non è un caso che tale progetto sia supportato in particolare dalle attuali amminitrazioni provinciali e regionali, attualmente governate da giunte di centro destra. Ma ci sono anche tanti comuni con giunte progressiste che stanno avallando il progetto e che non mostrano grande intenzione di opporvicisi se non con qualche variante per alleggerirne l'impatto sul territorio di competenza.

Non stiamo di certo raccontando cose nuove: è almeno dal 1997 che si stanno autorganizzando sul territorio svariati comitati per dire no al progetto della pedegronda; alcuni si sono ecissati, altri, soprattutto nella zona del Vimercatese, rimangono ancora i più attivi, soprattutto grazie al ruolo delle amministrazioni che non si sono defilate completamente, cosa che invece sta accadendo in altre zone interessate al progetto. E' proprio questa frammentarietà del fronte di opposizione alla pedegronda che sta mettendo un'arma potentissima nelle mani dei sostenitori del progetto alla ricerca perenne di una soluzione da concordare localmente con ogni ente locale; di fatto sulla questione Pedegronda regna il più assoluto caos e mancanza di trasparenza tanto è vero che ora persino la comunità europea ha deciso di guardare a fondo della cosa e di vedere come sono stati assegnati gli appalti alle società costruttrici.

La cosa sconvolgente è constatare come la politica si sottragga sistematicamente al confronto con i cittadini, come le decisioni vengano prese sulla base di accordi tra enti locali, provinciali e regionali talvolta lasciando persino all'oscuro i consigli comunali e facendo letteralmente passare sulle teste dei cittadini le decisioni prese, evitando oculatamente di rispondere alle tante domande. Noi continuiamo a chiederci: che ne sarà di ampi spazi del Parco delle Groane e di quelli della Valle del Lambro sacrificati al progetto? Che ne sarà del parco dell' ex tiro a segno di Barlassina, sul quale territorio comunale dovrebbe sorgere la "tangenzialina" che già sta facendo mobilitare gli abitanti del paese? E cosa dicono gli amministratori locali e i rappresentanti dei parchi, delle zone verdi, dei quartieri che verranno sventrati e seppelliti da tonnellate di asfalto? Chi si sta assumendo, a livello regionale, provinciale e locale la responsabilità politica di tutto questo?
  

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