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Pedegronda: dividi et impera.
(671 parole
totali contate in questo testo) (44 letture)

Al di là dei
comitati che sorgono spontaneamente per contrastare
localmente il progetto della pedegronda dobbiamo
rilevare che purtroppo non tutte le amministrazioni
comunali del territorio dimostrano lo stesso livello di
interesse e sensibilizzazione verso il problema. Eppure
il progetto della pedegronda sarà una gigantesca colata
di cemento e relativi gas di scarico che si abbatteranno
sulla popolazione residente nel triangolo tra la
provincia di Como, Varese e Bergamo con conseguenti
pesanti ricadute sul traffico (e incidenti stradali) e
sulla qualità dell'aria e quindi sulle malattie
dell'apparato respiratorio, quali la bronchite cronica,
l'enfisema polmonare, la polmonite, l'asma, la
tubercolosi, i tumori.
La pedegronda (nome che
identifica l'unione di due progetti preesistenti, la
Pedemontana con la Gronda Nord) è un progetto di
viabilità che mira ad istituire una nuova via di
collegamento nell'area Est Ovest del Nord Italia, una
via alternativa a quella autostradale già esistente che
unisce le province di Bergamo Como Milano Varese nonchè
una via per dare maggior impulso ai collegamenti con i
tre principali aereoporti lombardi, ovvero quello di
Malpensa, di Linate e di Orio al Serio. Non si parla
quindi di una strada, ma di una vera e propria rete
viaria.
Alcuni comuni saranno solo toccati
"marginalmente" dai tracciati mentre altri verranno
colpiti pesantemente dal nuovo sistema viario; verranno
anche utilizzate ampie zone attualmente riservate a
parco (Parco Groane, Parco Valle del Lambro) per quello
che non è esagerato definire l'ennesimo scempio
ambientale su un territorio già così duramente colpito
in questi ultimi decennni.
La Pedegronda è anche
parte di un progetto "antico" rimasto nel cassetto in
attesa che la bufera tangentopoli si placasse ed è stato
ripescato abilmente da Formigoni con il placet
dell'allora ministro Antonio Di Pietro; il governo
Berlusconi lo ha inserito all'interno di quell'insieme
di opere publiche denominato "grandi opere" ovvero un
esborso di denaro pubblico a metà strada tra un
tentativo di rilancio keynesiano dell'economia e una
campagna elettorale costosetta; non è un caso che tale
progetto sia supportato in particolare dalle attuali
amminitrazioni provinciali e regionali, attualmente
governate da giunte di centro destra. Ma ci sono anche
tanti comuni con giunte progressiste che stanno
avallando il progetto e che non mostrano grande
intenzione di opporvicisi se non con qualche variante
per alleggerirne l'impatto sul territorio di
competenza.
Non stiamo di certo raccontando cose
nuove: è almeno dal 1997 che si stanno autorganizzando
sul territorio svariati comitati per dire no al progetto
della pedegronda; alcuni si sono ecissati, altri,
soprattutto nella zona del Vimercatese, rimangono ancora
i più attivi, soprattutto grazie al ruolo delle
amministrazioni che non si sono defilate completamente,
cosa che invece sta accadendo in altre zone interessate
al progetto. E' proprio questa frammentarietà del fronte
di opposizione alla pedegronda che sta mettendo un'arma
potentissima nelle mani dei sostenitori del progetto
alla ricerca perenne di una soluzione da concordare
localmente con ogni ente locale; di fatto sulla
questione Pedegronda regna il più assoluto caos e
mancanza di trasparenza tanto è vero che ora persino la
comunità europea ha deciso di guardare a fondo della
cosa e di vedere come sono stati assegnati gli appalti
alle società costruttrici.
La cosa sconvolgente
è constatare come la politica si sottragga
sistematicamente al confronto con i cittadini, come le
decisioni vengano prese sulla base di accordi tra enti
locali, provinciali e regionali talvolta lasciando
persino all'oscuro i consigli comunali e facendo
letteralmente passare sulle teste dei cittadini le
decisioni prese, evitando oculatamente di rispondere
alle tante domande. Noi continuiamo a chiederci: che ne
sarà di ampi spazi del Parco delle Groane e di quelli
della Valle del Lambro sacrificati al progetto? Che ne
sarà del parco dell' ex tiro a segno di Barlassina, sul
quale territorio comunale dovrebbe sorgere la
"tangenzialina" che già sta facendo mobilitare gli
abitanti del paese? E cosa dicono gli amministratori
locali e i rappresentanti dei parchi, delle zone verdi,
dei quartieri che verranno sventrati e seppelliti da
tonnellate di asfalto? Chi si sta assumendo, a livello
regionale, provinciale e locale la responsabilità
politica di tutto questo? |
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