La basilicata vigila ancora sul problema nucleare
italiano
(RegioneInforma) IL MOVIMENTO "NOSCORIE TRISAIA" SCRIVE AL
COMMISSARIO JEAN 02/10/2004 12.36.28 [Scorie nucleari a
Scanzano]
Il Movimento Antinucleare Pacifista “Noscorie
Trisaia” rende noto di aver inviato una lettera al Commissario di
Governo, Gen. Carlo Jean, nella quale, oltre a prendere atto “della
sua buona vo-lontà dimostrata al Tavolo della Trasparenza e della
disponibilità nell’interloquire con la stampa” chiede di avere
“risposte concrete sul futuro del nucleare in Basilicata e in
Italia, sui tentativi di ria-pertura delle centrali e sui rifiuti
prodotti dallo smantellamento delle vecchie centrali”. “Per esseri
più chiari – scrive il movimento - le riproponiamo la domanda: E’
previsto l’arrivo di altro materiale radioattivo nel Centro della
Trisaia?”. E aggiunge: “Le è stato chiesto se Trisaia diventerà
“prato verde”, come prevedeva un vecchio progetto Sogin presentato a
Rotondella nell’ottobre dello scorso anno; dalla sua risposta è
trapelato un velato ed enigmatico barlume di spe-ranza. Vada oltre
la normale amministrazione e renda finalmente trasparente il centro
Enea-Sogin della Trisaia; una trasparenza auspicata da quaranta
anni, per la tranquillità, la sicurezza e l’incolumità dei cittadini
che vivono su questo territorio. Sistemi questi rifiuti in modo che
non pos-sano nuocere; ci informi precisamente sulla quantità e
qualità dei rifiuti; renda trasparenti i tempi, i mezzi e le
procedure per la messa in sicurezza degli stessi e sullo
smantellamento degli impianti”. Il Movimento ricorda che “questo
Centro è situato sotto il più grande invaso d’Europa “in terra
bat-tuta” – la diga di Senise - e nessuno sa quali danni questa
situazione può provocare, in caso d’incidente”. E aggiunge: “La
ringraziamo, comunque, per le 64 barre di Uranio del reattore Elk
River che torneranno al loro legittimo proprietario (sperando che
non finiscano per arricchire arse-nali militari o, con complicate
triangolazioni, per avvelenare altre collettività inconsapevoli).
Non possiamo dire, però, la stessa cosa per i rifiuti ad alta
attività che derivano dalla “lavorazione“ delle altre 20 barre, che
portano il centro della Trisaia al secondo posto, in Italia, per
pericolosità. Il Movimento conclude la lettera sottolineando che
“qui i giovani che vogliono lavorare preferireb-bero svolgere
attività, solo per citarne alcune: di ricerca sulle energie
rinnovabili o sulla sostenibili-tà dei cicli produttivi; turistiche
compatibili con la conservazione delle risorse e convertire
l’agricoltura dell’area al “biologico”. Certamente non intendono più
elemosinare un posto di net-turbino nucleare”.
|