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sabato 26 giugno ore 18:00
ASSEMBLEA CITTADINA
DI PRESENTAZIONE DEL
III CAMPEGGIO INTERNAZIONALE
DI LOTTA CONTRO IL PONTE.
a seguire video@cena sociale@reggaedancebenefit
Ad un anno dalla straordinaria esperienza dell’incontro sulle rive dello
Stretto di migliaia di persone, cittadini e giovani di tutt’Europa, uniti
nel gridare un NO netto alla realizzazione del Ponte, il Coordinamento
Meridionale Contro il Ponte sullo Stretto ha riattivato tutte le procedure
per poter garantire la realizzazione di una terza intensa iniziativa di
lotta.
Lotta che vede, da una parte, gli ingenti interessi di lobby finanziarie,
economiche e padronali che, sostenute da poteri massonico-mafiosi, mirano a
garantirsi la spartizione di risorse e denaro pubblico e dall’altra la
forte richiesta, delle popolazioni locali, di azioni ed interventi che
consentano migliori condizioni di vita attraverso un reddito,
un’occupazione e la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico e di
culture della collettività calabrese e siciliana ed in generale dei
territori meridionali.
Il progetto Ponte utilizzato, strategicamente, come strumento per provocare
una divisione delle popolazioni tra contrari e favorevoli, si svela in
tutta la sua falsità di fronte ai bisogni ed alle priorità che vedono,
invece, unite e concordi le popolazioni locali.
PER BISOGNI E DIRITTI CHE UNISCONO CONTRO UN PONTE CHE DIVIDE!!
L’appuntamento è la naturale espressione di anni di lotta contro la
realizzazione dell’eco-mostro che ha visto concretizzarsi, sin dal 2002,
tre campeggi sulle due sponde dello Stretto. L’opposizione comune e l’unità
strategica tra il movimento siciliano e quello calabrese ha permesso, in
questi anni, l’allargamento del fronte di opposizione non solo alle
popolazioni locali ma anche al movimento nazionale ed internazionale. Siamo
fortemente convinti che, come negli scorsi anni, i partecipanti
ritroveranno il vero senso "politico" del movimento: una grande opportunità
di scambio di esperienze, saperi ed iniziative di lotta nonviolenta che si
intesseranno con la volontà delle popolazioni residenti.
Si svela sempre più, infatti, il ruolo che gli interessi capitalistici dei
potentati finanziari, economici e criminali hanno previsto per il Sud.
L’imposizione della logica della precarietà dell’esistenza, l’imposizione
di opere che devastano l’ambiente, dell’impoverimento e dello sfruttamento,
per gli interessi di pochi, delle risorse di tutti, rappresentano la spinta
micidiale per creare quel degrado sociale e civile in cui il potere
economico-finanziario e la criminalità, sua alleata, si riproducono.
Diventa prioritario, in questo quadro, sovvertire e ribaltare con l’azione,
la partecipazione e la comunicazione, la logica che vuole, attraverso
servitù energetiche e militari con impianti inquinanti, cementificazioni ed
opere devastanti, sottrarre i beni comuni (come l’acqua, la terra, la
biodiversità, le culture, la salute) e precarizzando e negando il lavoro, toglierci
il diritto a decidere della vita e del futuro nostro e dei nostri
territori.
Il Campeggio ha, come eredità ideale, il documento finale del I Campeggio
Internazionale, dello scorso anno, e le iniziative di lotta che si sono
concretizzate in questo periodo nei territori.
Il “Campeggio”, ancor più quest’anno, è pensato come un luogo aperto di
discussione, fatto e condiviso da tutti coloro che parteciperanno
all’evento: un luogo di protagonismo prevalentemente assembleare dove le
linee portanti dell’impegno del movimento possano essere: reddito, lavoro,
precariato; ambiente e valorizzazione delle peculiarità dei territori;
sapere critico e cultura; Mediterraneo e migranti; guerre interne
(repressione e controllo) ed esterne; politiche energetiche ed accaparramento
delle risorse naturali; guerra permanente.
Oggi, giugno 2004, lanciamo un ulteriore appello di adesione all’iniziativa
e di una più attiva e fattiva partecipazione.
Lottiamo, da sempre, convinti che un mondo diverso è possibile e che
dobbiamo impegnarci per costruirlo, mettendo al centro i bisogni, i
diritti, la giustizia sociale e la lotta contro tutte le forme di
oppressione.
Facciamo appello ai movimenti, alle associazioni, alle organizzazioni
politiche, ai sindacati, ai singoli cittadini e alle cittadine di Italia e
d’Europa a sostenere, in ogni forma possibile, l’idea che ogni popolazione
ha il diritto ad autodeterminarsi e decidere come costruire il proprio
destino. Ciò nella profonda convinzione che sempre più le genti sentono
l’esigenza di riappropriarsi dell’ambiente in cui vivono e di praticare
un’economia che generalizzi i diritti piuttosto che lo sfruttamento delle
persone e dei territori.
Stretto di Messina 1.06.2004
Coordinamento Meridionale Contro il Ponte
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