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SARDEGNA Villa Certosa, un abuso a regola
d'arte Berlusconi: «E' tutto a
posto, Lunardi ha fatto un buon lavoro. Sarà un'estate
straordinaria» MARINA DALLA
CROCE Scherza Silvio Berlusconi. I
lavori fatti fare nella sua villa in Sardegna sono quasi
diventati un caso nazionale e lui anziché rispondere, mostrare
autorizzazioni, licenze edilizie e tutto ciò che un cittadino
dovrebbe mostrare per provare di essere nel giusto preferisce
buttarla a ridere. «Ci sono già sette primi ministri prenotati
e uno mi ha chiesto anche di stare cinque giorni, mi aspetta
come prospettiva una vacanza veramente straordinaria» ha detto
ieri, rispondendo così alle numerose polemiche sui misteri che
circondano i lavori a Villa Certosa. E il famoso bunker
sotterraneo? Macché, inventato anche quello dai giornali: «Non
c'è nessun bunker segreto in Sardegna, ma a causa delle
continue visite dei leader di paesi stranieri e di ben 38
minacce di morte che mi sono pervenute nell'ultimo anno, il
Cesis mi ha chiesto di costruire un approdo sulla costa di
fronte». Lavori per realizzare i quali il premier rivela di
aver anche chiesto l'aiuto del ministro delle Infrastrutture
che ovviamente si sarà scapicollato per accontentarlo. «Ho
detto di fare per favore le cose a regola d'arte - ha infatti
aggiunto Berlusconi - Ho chiesto a Pietro Lunardi,
professionista del tunnel, di non rovinare nulla...», quindi
non è stato toccato «nessun cespuglio». I cespugli forse no,
ma tutto il resto di certo qualche modifica deve averla
subìta. E se l'approdo per navi è stato richiesto dai nostri
servizi, quali sono le esigenze di sicurezza che giustificano
la costruzione di un anfiteatro, della serie di piscine che
scendono verso il mare o del finto nuraghe sardo? E con quali
permessi sono state costruiti?
Nei giorni scorsi il
Corriere della Sera si è preso la briga di cercare le
autorizzazioni dei tanti lavori fatti a villa Certosa, finendo
sempre con lo sbattere contro un muro di carte segregate. O di
permessi che, stranamente, sarebbero stati rilasciati a lavori
già belli e completati. E' il caso, ad esempio, del percorso
di cinque piscine che degradano verso il mare, per le quali il
comune di Olbia ha concesso l'autorizzazione a realizzarle il
17 dicembre 2003. Peccato che già durante l'estate le piscine
venivano abbondantemnente descritte in un servizio del
quotidiano Libero. Altro esempio? Lo stesso anfiteatro,
una cosetta da 400 posti a sedere realizzata con gradoni in
granito. La Regione Sardegna dà il via libera all'opera il 1
dicembre 2003, ma la domanda di autorizzazione ai lavori vine
presentata solo il 26 gennaio 2004. La concessione poi porta
la data del 4 maggio 2004, ma solo due giorni dopo
l'anfiteatro era già sui giornali insieme al pontile. «Mah...
Quattro pietre», minimizza sempre con il Corriere
l'avvocato del premier, Nicolò Ghedini, che è anche il
custode di documenti su villa Certosa, che non vengono
consegnati neanche ai magistrati, sempre in virtù di un
presunto segreto di stato.
«Berlusconi fa male solo a
se stesso», ha detto ieri Vittorio Sgarbi commentando
l'arrogante comportamento del premier . «Non poteva aspettare
di vincere le elezioni?», si è chiesto l'ex sottosegratario ai
beni culturali.
Preferiscono invece ironizzare sul
ruolo avuto da Lunardi, il «ministro muratore», i deputati
della Margherita Ermete Realacci e dei Comunisti italiani
Gianfranco Pagliarulo. «Non solo Berlusconi sta deturpando uno
dei più begli angoli della Sardegna, peraltro coperto da
vincoli ambientali rigidissimi, per le proprie esigenze, ma
usa anche un ministro del suo governo, Lunardi, come designer
dello scempio», ha detto Realacci. «Evidentemente il ministro
operaio non ha molto altro da fare e può dedicarsi ai lavori
privati del premier. In ogni caso, se è vero che questa
vicenda è trasparente, non esistono motivi per non rendere
note tutte le carte. Non vorremmo trovarci ancora di fronte
alla tendenza del presidente del Consiglio a pensare che le
regole valgono solo per gli altri».
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