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il manifesto - 04 Giugno 2004 SOCIETÀ pagina 07
indice societÀ

pag.07

Disastro senza colpevoli
MARIELLA PARMENDOLA
NOCERA INFERIORE (NA)
 
Ricostruzione, 13 arresti
MA. PA.
 
SARDEGNA
Villa Certosa, un abuso a regola d'arte
MARINA DALLA CROCE
 
Roma, proteste per l'abuso di Pera
 
CAPO TEULADA
Esercitazioni militari tra i pescatori in lotta
 
GIUGLIANO
Condannati in quattro per la rivolta rifiuti
 
SONDRIO
Temeva gli esami, ragazza si suicida
 
PRIVACY
Parlamento Ue impugna accordo Usa
 
GENOVA
Sia apre il primo salone del pesce sostenibile
 
 

taglio basso

SARDEGNA
Villa Certosa, un abuso a regola d'arte
Berlusconi: «E' tutto a posto, Lunardi ha fatto un buon lavoro. Sarà un'estate straordinaria»
MARINA DALLA CROCE
Scherza Silvio Berlusconi. I lavori fatti fare nella sua villa in Sardegna sono quasi diventati un caso nazionale e lui anziché rispondere, mostrare autorizzazioni, licenze edilizie e tutto ciò che un cittadino dovrebbe mostrare per provare di essere nel giusto preferisce buttarla a ridere. «Ci sono già sette primi ministri prenotati e uno mi ha chiesto anche di stare cinque giorni, mi aspetta come prospettiva una vacanza veramente straordinaria» ha detto ieri, rispondendo così alle numerose polemiche sui misteri che circondano i lavori a Villa Certosa. E il famoso bunker sotterraneo? Macché, inventato anche quello dai giornali: «Non c'è nessun bunker segreto in Sardegna, ma a causa delle continue visite dei leader di paesi stranieri e di ben 38 minacce di morte che mi sono pervenute nell'ultimo anno, il Cesis mi ha chiesto di costruire un approdo sulla costa di fronte». Lavori per realizzare i quali il premier rivela di aver anche chiesto l'aiuto del ministro delle Infrastrutture che ovviamente si sarà scapicollato per accontentarlo. «Ho detto di fare per favore le cose a regola d'arte - ha infatti aggiunto Berlusconi - Ho chiesto a Pietro Lunardi, professionista del tunnel, di non rovinare nulla...», quindi non è stato toccato «nessun cespuglio». I cespugli forse no, ma tutto il resto di certo qualche modifica deve averla subìta. E se l'approdo per navi è stato richiesto dai nostri servizi, quali sono le esigenze di sicurezza che giustificano la costruzione di un anfiteatro, della serie di piscine che scendono verso il mare o del finto nuraghe sardo? E con quali permessi sono state costruiti?

Nei giorni scorsi il Corriere della Sera si è preso la briga di cercare le autorizzazioni dei tanti lavori fatti a villa Certosa, finendo sempre con lo sbattere contro un muro di carte segregate. O di permessi che, stranamente, sarebbero stati rilasciati a lavori già belli e completati. E' il caso, ad esempio, del percorso di cinque piscine che degradano verso il mare, per le quali il comune di Olbia ha concesso l'autorizzazione a realizzarle il 17 dicembre 2003. Peccato che già durante l'estate le piscine venivano abbondantemnente descritte in un servizio del quotidiano Libero. Altro esempio? Lo stesso anfiteatro, una cosetta da 400 posti a sedere realizzata con gradoni in granito. La Regione Sardegna dà il via libera all'opera il 1 dicembre 2003, ma la domanda di autorizzazione ai lavori vine presentata solo il 26 gennaio 2004. La concessione poi porta la data del 4 maggio 2004, ma solo due giorni dopo l'anfiteatro era già sui giornali insieme al pontile. «Mah... Quattro pietre», minimizza sempre con il Corriere l'avvocato del premier, Nicolò Ghedini, che è anche il custode di documenti su villa Certosa, che non vengono consegnati neanche ai magistrati, sempre in virtù di un presunto segreto di stato.

«Berlusconi fa male solo a se stesso», ha detto ieri Vittorio Sgarbi commentando l'arrogante comportamento del premier . «Non poteva aspettare di vincere le elezioni?», si è chiesto l'ex sottosegratario ai beni culturali.

Preferiscono invece ironizzare sul ruolo avuto da Lunardi, il «ministro muratore», i deputati della Margherita Ermete Realacci e dei Comunisti italiani Gianfranco Pagliarulo. «Non solo Berlusconi sta deturpando uno dei più begli angoli della Sardegna, peraltro coperto da vincoli ambientali rigidissimi, per le proprie esigenze, ma usa anche un ministro del suo governo, Lunardi, come designer dello scempio», ha detto Realacci. «Evidentemente il ministro operaio non ha molto altro da fare e può dedicarsi ai lavori privati del premier. In ogni caso, se è vero che questa vicenda è trasparente, non esistono motivi per non rendere note tutte le carte. Non vorremmo trovarci ancora di fronte alla tendenza del presidente del Consiglio a pensare che le regole valgono solo per gli altri».


 
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