I contenuti
dell'accordo:
4000 cococo si trasformano
in apprendisti, somministrati, a inserimento e a progetto.
E’ il primo grande sterminio di diritti targato Legge
30.
Buttata all’ortica l’unica
richiesta sensata dei lavoratori: l’applicazione di normali
contratti di lavoro.
L’accordo e gli "impegni" ad
un ulteriore processo di stabilizzazione sono stati firmati
dalla Telecom che, però, cederà la maggioranza di Atesia alla
subentrante COS.
Il gruppo Telecom conserverà
alle proprie dirette dipendenze soltanto 1350 lavoratori, che
verranno assunti alla Telecontact (100% Telecom), che si
occuperà di telefonia fissa:
- 600 di loro andranno in apprendistato,
un rapporto che può durare da 2 a 6 anni (oppure 4, secondo
il contratto delle tlc), percependo una percentuale minore
rispetto alla paga base.
750, essendo superiori ai 29
anni e dunque «fuori età massima» per l'apprendistato,
verranno presi con «somministrazione a tempo determinato»,
ovvero in affitto.
I restanti 3000 lavoratori
rimangono in Atesia, che a sua volta passa alla COS che si
occuperà soltanto di telefonia mobile (Tim) e di altre
campagne non Telecom:
-
1100 operatori saranno
assunti in apprendistato
-
550 con contratti di
inserimento (dai 9 ai 18 mesi, "evoluzione" dei contratti di
formazione lavoro)
-
1350 con i contratti a
progetto, ex co.co.co. per un anno
I lavoratori del più grande
call center del paese vengono quindi "spezzettati" e
confermati nella loro condizione di precarietà e
ricattabilità.
E’ evidente che l’azienda
tra cessioni e l’utilizzo di ben 5 forme contrattuali ottiene
il risultato di dividere i lavoratori a proprio
vantaggio.
Nei prossimi giorni
è prevista la consultazione farsa dei lavoratori sull’accordo:
respingiamo questo accordo, continuiamo nella lotta contro la
precarizzazione.