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ATESIA: un accordo che fa a pezzi i lavoratori e i loro diritti

Martedì, 25 Maggio 2004 - 15:30
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ATESIA gruppo Telecom (il mega call center), è una azienda con oltre 4350 cococo e 177 lavoratori a rapporto subordinato, di fatto simbolo dei processi di precarizzazione ma anche di lotta per i diritti.

L’accordo, come da copione, arriva come risposta ad un annunciato ricatto occupazionale con i contratti di collaborazione in scadenza a giugno e con la cessione di parte dell’azienda: cgil-cisl-uil firmano la resa.



I contenuti dell'accordo:

4000 cococo si trasformano in apprendisti, somministrati, a inserimento e a progetto. E’ il primo grande sterminio di diritti targato Legge 30.

Buttata all’ortica l’unica richiesta sensata dei lavoratori: l’applicazione di normali contratti di lavoro.

L’accordo e gli "impegni" ad un ulteriore processo di stabilizzazione sono stati firmati dalla Telecom che, però, cederà la maggioranza di Atesia alla subentrante COS.

Il gruppo Telecom conserverà alle proprie dirette dipendenze soltanto 1350 lavoratori, che verranno assunti alla Telecontact (100% Telecom), che si occuperà di telefonia fissa:

  • 600 di loro andranno in apprendistato, un rapporto che può durare da 2 a 6 anni (oppure 4, secondo il contratto delle tlc), percependo una percentuale minore rispetto alla paga base.
  • 750, essendo superiori ai 29 anni e dunque «fuori età massima» per l'apprendistato, verranno presi con «somministrazione a tempo determinato», ovvero in affitto.

I restanti 3000 lavoratori rimangono in Atesia, che a sua volta passa alla COS che si occuperà soltanto di telefonia mobile (Tim) e di altre campagne non Telecom:

  • 1100 operatori saranno assunti in apprendistato
  • 550 con contratti di inserimento (dai 9 ai 18 mesi, "evoluzione" dei contratti di formazione lavoro)
  • 1350 con i contratti a progetto, ex co.co.co. per un anno

I lavoratori del più grande call center del paese vengono quindi "spezzettati" e confermati nella loro condizione di precarietà e ricattabilità.

E’ evidente che l’azienda tra cessioni e l’utilizzo di ben 5 forme contrattuali ottiene il risultato di dividere i lavoratori a proprio vantaggio.

Nei prossimi giorni è prevista la consultazione farsa dei lavoratori sull’accordo: respingiamo questo accordo, continuiamo nella lotta contro la precarizzazione.


   
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