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L'ITALIA TAGLIA I FONDI PER L'AIDS : TROPPE LE SPESE IN IRAQ DIFFONDETE STà NOTIZIA!
by FRaPP` Sunday September 26, 2004 at 11:53 AM mail:  

Bloccati i finanziamenti al Fondo globale sotto egida Onu nonostante l'impegno ribadito durante il G8 del 2003 E' un caso unico fra i paesi donatori Prossima scadenza a fine settembre

ROMA - I soldi per la lotta all'Aids non ci sono: e non solo perché l'economia non brilla e lo Stato taglia le spese dove può. Ma soprattutto perché i fondi destinati sono in parte già stati spesi per altri "impegni inderogabili assunti nel corso dell'anno", primo fra tutti la missione in Iraq. Si riassume così la vicenda del mancato finanziamento 2004 da parte dell'Italia al Fondo globale per la lotta all'Aids e alla Tubercolosi, organismo che gestisce e coordina sotto le insegne delle Nazioni Unite la lotta mondiale contro l'Aids e che proprio dall'Italia e dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi fu fortemente voluto e istituito nel G8 del 2001 a Genova.

Proprio al Fondo, che di quel vertice fu considerato dalla presidenza italiana il massimo successo, Roma sta facendo mancare il suo sostegno, nonostante l'impegno ribadito di fronte al mondo nel G8 dello scorso anno ad Evian, in Francia. E in un momento in cui sull'impegno italiano nel mondo la Farnesina sta giocando la partita per ottenere un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell'Onu.

La vicenda ha radici lontane: nel 2001 l'Italia, insieme agli altri membri del G8 e ad altri paesi che hanno successivamente aderito, si è impegnata a versare il proprio contributo - pari a 100 milioni di dollari annui - nelle casse del Fondo Globale, che li avrebbe poi destinati ai paesi dove la lotta contro l'Aids è più difficile. L'impegno è stato rispettato con puntualità nel 2002 e nel 2003: non nel 2004. Alla prima scadenza - 31 luglio - Roma è stata l'unico fra i paesi donatori a non versare la propria quota: e si avvia verso un triste bis alla seconda scadenza, quella del 30 settembre, considerata fondamentale a Ginevra. È in base ai soldi arrivati a quella data infatti che gli Stati Uniti versano il proprio contributo, che non può superare 1/3 del totale versato dagli altri paesi. Se non ci saranno i 100 milioni italiani dunque il totale sarà più basso e più basso il contributo americano: un danno ulteriore stimato in 40 milioni di dollari.


A impedire il pagamento è stato il disegno di legge sull'assestamento del Bilancio dello Stato in discussione alla Camera. In pratica, dovendo far quadrare i conti, il ministro del Tesoro Domenico Siniscalco ha tagliato tre capitoli di spesa del ministero degli Esteri per un totale di 250 milioni di euro. Nel primo - il 2180 - erano compresi i 100 milioni di dollari del Global fund: gli altri due contenevano invece i finanziamenti per gli organismi multilaterali - Nazioni Unite in primis - e per le organizzazioni non governative.

Il taglio ha generato una vera e propria sollevazione. Sollecitati da politici, responsabili di ong e tecnici i ministri competenti, Sirchia per la Salute e Frattini per gli Esteri, si sono impegnati a fare pressioni su Siniscalco perché i fondi fossero ripristinati. Interrogato giovedì in commissione Esteri della Camera da un gruppo di parlamentari guidati da Valdo Spini e Laura Cima, il ministero degli Esteri, per bocca del sottosegretario Mantica, si è impegnato a far di tutto per la "revisione di queste misure" ma ha anche fatto presente la difficoltà del compito, dato che "altri impegni inderogabili assunti nel corso dell'anno, tra i quali i contributi all'assistenza umanitaria in Iraq e per la lotta alla poliomielite, sono stati fatti gravare sugli stessi fondi". Come dire, i soldi sono già stati spesi, dovremmo provare a trovarne altri.

Impegno che il governo sta provando a mantenere: giovedì in commissione bilancio della Camera sono stati presentati alcuni emendamenti volti proprio a liberare soldi per la lotta all'Aids. Ma in parte questi emendamenti sono già stati dichiarati inammissibili, e quelli ammissibili, qualora fossero approvati, sposterebbero solo due milioni di euro, una cifra del tutto insufficiente.

Se poi, in extremis, il governo si muovesse con un provvedimento autonomo e Roma riuscisse a saldare il debito entro dicembre - in modo da non risultare insolvente per il 2004 - resterebbe il danno dovuto alla perdita dei soldi americani. Comunque vada insomma, per colpa del ritardo italiano la lotta all'Aids potrà contare nel 2004 su una cifra compresa fra i 40 e i 140 milioni di dollari in meno. Per capire gli effetti "reali" di ciò, basta un calcolo: la terapia anti-retrovirale annuale per un malato di Aids nei paesi in via di sviluppo costa fra i 250 e i 600 dollari. Far mancare milioni di dollari significa condannare a morte migliaia di persone.

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Ci sono 4 commenti visibili (su 4) a questo articolo
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Titolo Autore Data
e poi... a-narcos Sunday September 26, 2004 at 02:04 PM
eh no!! mus Sunday September 26, 2004 at 12:40 PM
siamo matti MESSAGGERO Sunday September 26, 2004 at 11:45 AM
postato uno Sunday September 26, 2004 at 11:02 AM
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