INTERVISTE CON DUE VOLONTARIE DELL'AMBULATORIO MEDICO POPOLARE DI MILANO
Nel primo audio E. spiega la vita e le attività dell'ambulatorio. Nel secondo S. racconta della citazione
giudiziaria da parte del nuovo proprietario dei locali sede dell'ambulatorio, e delle risposte (argomentative e
politiche) dei volontari.
ASCOLTA L'
INTERVISTA DI E.
ASCOLTA L'
INTERVISTA DI S.
Per rinfrescare la memoria a chi pensa di cancellare 10 anni di autogestione sventolando un atto di
proprietà
AMBULATORIO MEDICO POPOLARE
Via dei Transiti 28 - 20127 Milano tel/fax 02/26.82.73.43
L'AMBULATORIO MEDICO POPOLARE ESISTE DA DIECI ANNI
La salute è un diritto negato, non solo agli stranieri e alle straniere.
Giugno 1993: l'Assemblea Permanente riunita al teatro dell'Elfo
lancia la battaglia per i diritti negati.
Nasce un corposo gruppo di lavoro (sindacati di base, centri sociali, collettivi, singoli compagni e compage, medici,
infermieri ed infermiere) che comincia ad elaborare un progetto di Ambulatorio Popolare e rimette a nuovo alcuni
locali
nella Casa Occupata di Via dei Transiti 28, a Milano.
Giugno 1994: dopo un anno di studio, confronto e discussione, con il sostegno di un centinaio di tesserati,
apre
l'Ambulatorio Medico Popolare. Da allora ad oggi offre a chiunque visite mediche gratuite e informazioni sui diritti
dei migranti e sul diritto alla salute per tutti.
Settembre 1994: apre il
Consultorio Autogestito, che al percorso medico tipico dei consultori pubblici,
preferisce un dialogo tra esperienze e saperi di donne in cui ciascuna valuta quali siano le risposte adatte a lei e
a lei sola. Senza delega ai medici, perché sessualità, maternità, contraccezione non sono patologie,
e la cultura che le vuole medicalizzate è privazione di spazi di libertà.
La prima battaglia riguarda
il diritto alla maternità responsabile anche per le straniere.
1995: nasce il
Telefono Viola, spazio di ascolto rivolto a persone con disagio sociale ed esistenziale
per le quali le uniche risposte sembrano essere i ricoveri ospedalieri coatti (TSO), la somministrazione forzata di
psicofarmaci, i maltrattamenti, le violazioni della legge 180 ecc.
Nel 1996 apre un centralino contro gli abusi
psichiatrici, come i Telefoni Viola di Roma, Bologna, Catania, Napoli, Genova, cui si possono rivolgere tutte le
persone che subiscono o rischiino di subire abusi.
1995: l'AMP promuove, con il Naga, Medicina Democratica, la Caritas e Camminare Insieme, una
legge di iniziativa
popolare per l'accesso alle strutture sanitarie anche a stranieri e straniere irregolari.
1996: l'esito, parziale e ben lontano dalle intenzioni, è stata la
"concessione" di alcuni
limitati diritti alla cura recepiti dal decreto Dini, poi travasati nella legge Turco Napolitano (ed ora nella Bossi
Fini).
1997: La sanatoria prima e la legge Turco Napolitano poi permettono
a molti immigrati e immigrate un maggiore
accesso alle strutture sanitarie, ma i "clandestini" saranno destinati a riempire i campi di detenzione.
La battaglia contro questa infamia vede l'AMP "in rete" con i centri sociali e altre strutture dell'associazionismo
nelle manifestazioni che portano alla
chiusura del primo centro di via Gorelli.
1998: In Lombardia viene approvata la
legge sanitaria regionale Borsani: non più tasse per un bene
collettivo ma assicurazioni private per comprare prestazioni sanitarie dal migliore offerente. L'Amp tenta un percorso di
controinformazione e denuncia contro la pretesa "libertà di scelta" sbandierata dai fascisti Borsani e
Formigoni, che è
un inganno tanto quanto la dequalificazione del servizio pubblico è una strategia pianificata
per favorire gli affari di strutture ed assicurazioni private.
1999: L'
AMP sostiene i nomadi sgomberati da via De Castiglia nell'occupazione di Via Maroncelli, comune
tra italiani ed immigrati, italiane ed immigrate.
2000: con
la Carovana dei diritti sta
a fianco degli immigrati e delle immigrate di Brescia, Roma
e Milano in lotta
per un permesso di soggiorno atteso da oltre 18 mesi.
2001: la
legge della destra Bossi Fini conferma, esattamente come quella di sinistra Turco Napolitano,
che
le persone non hanno diritto alla libera circolazione; immigrati ed immigrate pagano a peso d'oro i contratti
di lavoro cui è legata la loro permanenza in Italia.
2002: La
truffa della sanatoria si traduce in un maxicondono per i datori di lavoro e una schedatura di massa per
le persone immigrate. L'AMP entra in rete con il Naga, la Filef, l'Arci, il Todo Cambia, Apolidia e moltissimi altri
per
costruire un Osservatorio permanente per i diritti negati, sulla sanatoria ma non solo.
2003:
In collaborazione con le scuole di italiano del Todo Cambia, Le Mille, Alfabeti, LISA del Centro
sociale Vittoria, con l'associazione "Anticorpi" e l'ARCI di Arcore
realizziamo numerosi incontri di informazione
sui diritti sanitari rivolti agli immigrati e alle immigrate, con l'intento di aumentare la consapevolezza dei
diritti. Un gruppo di medici collaboratori dell'AMP realizza autonomamente interventi sanitari all'interno del campi
nomadi di via Triboniano.
2004: l'AMP cerca di
sostenere attivamente l'esperienza della casa occupata in Via Adda, ancora una volta
comune tra italiani ed immigrati, italiane ed immigrate, con incontri informativi sulla salute delle donne.
In questi dieci anni abbiamo continuamente cercato di fare dell'AMP un luogo in cui la visita medica abbia un ruolo
di comunicazione e non di pura osservazione, un tentativo di unire il concetto di cura e di prevenzione con la denuncia
degli abusi di una sanità permeata di profitti, inaccessibile per i poveri ma a misura di ricchi e di assicurazioni
private.
Siamo ben consapevoli dei limiti con cui fino ad ora abbiamo realizzato il progetto iniziale. Ma sappiamo anche quanto
rimane attuale la proposta:
mantenere vivo uno spazio in cui praticare un'idea differente di diritto alla salute, coniugando un'attività
concreta di intervento sanitario con una battaglia politica più generale di trasformazione sociale. La nostra
idea di salute non potrà mai essere slegata da una risposta concreta e da una presenza attiva nelle contraddizioni
che la negazione del diritto alla salute comporta, con una proposta politica di trasformazione della società
contro la logica del profitto delle politiche neoliberiste.
L'ambulatorio è interessato a collaborazioni professionali ma non solo. Cerchiamo il contributo di tutti coloro
che vogliono
non far restare invisibili le migliaia di donne, uomini, bambini e bambine che hanno diritto alla assistenza
sanitaria, e se la vedono negata; di coloro che sono disposti a discutere il concetto stesso di salute (che non è
solo assenza di malattia), che siano disposti a combattere una riforma dell'assistenza sanitaria che sta distruggendo
l'attuale organizzazione, certo non perfetta, per sostituirla con un'enorme macchina che macina persone e fabbrica
soldi.
FACCIAMO APPELLO A CHIUNQUE VOGLIA APPORTARE UN CONTRIBUTO A QUESTA BATTAGLIA.
foto1: failacosagiusta.it
foto2 e 3: manuchao.net