
INAUGURAZIONE DELLA SCALA DI MILANO
Il brano è tratto dal libro di Mario Capanna,"Formidabili quegli anni". pag. 38
7 dicembre, sera. Verso le 19.30 ci presentiamo in piazza della Scala. Saremo in 3/400. Una miseria rispetto alla nostra
normale capacità di mobilitazione. Ecco la prova che lo spontaneismo è "una minchia piena d'acqua", bofonchia
Salvatore Toscano.
Fa un freddo cane e l'umidità prende alle ossa. La nebbia è così spessa che di quando in quando
sembra trasformarsi in una pioggerellina fitta fitta. Come se non bastasse, piazza della Scala è stata trasformata
in una piazza d'armi. Polizia e carabinieri dappertutto. Di fronte al teatro, dirimpetto al palazzo del comune, all'imbocco
delle vie adiacenti, in galleria Vittorio Emanuele, in piazza Duomo.
Arrivano i primi "scaligeri", agghindatissimi. Gli uomini sono lustri come manichini. Le signore impellicciate e ingiolellate
per centinaia di milioni. Uno schiaffo per milioni di poveri cristi. Per qualche minuto non succede nulla...
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