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Dal fantastico quartier generale... Sulla Bandiera

voi non volete le comodità, siete contro il progresso, non vi aprite al moderno

9-10-97

Questa sera due avvenimenti bucano la programmazione televisiva.
Da tutti i telegiornali rimbalza la dichiarazione del portavoce di Prodi:
"a seguito della presentazione della risoluzione Bertinotti ed altri n. 6-00027, con la quale una delle componenti della maggioranza formalizza il ritiro del sostegno al Governo, il Presidente del Consiglio si recherà dal Capo dello Stato per rassegnare le dimissioni".
Le immagini insistono sulla seduta della Camera e il Presidente che informa i deputati.

Chi si sintonizza su Raidue rimane inchiodato da quello straordinario monologo in diretta di tre ore di Marco Paolini che sta rievocando la tragedia del Vajont.
"ci hanno accusato di non volere le comodità, di essere contro contro il progresso, di non aprirci al moderno... "
Quante volte ancora avremo parole simili sbattute in faccia per una critica allo sviluppo selvaggio, senza regole, per una denuncia alla speculazione degli affaristi camuffata da servizio utile ed indispensabile!!!

Sono seduto nella sala della televisione. Fra poco salgo al mio fantastico quartier generale.
Alle mie spalle il Lisca, che gestisce il locale tiene letteralmente banco:
- ... quella notte mi sono trovato tra le mani una rivoltella senza sapere né come né perché. Da militare prendi gli ordini e non li puoi discutere... Eravamo in due, con l'identico intento.
Nell'oscurità sibilano le nostre armi. Quando i caricatori sono vuoti si accendono le luci nel locale. Le ricarichiamo in un attimo per terminare una dimostrazione delle caratteristiche dell'automatica ultrapiatta che ho in dotazione. Ha caratteristiche speciali e la posso usare per ritrovare le tracce delle traiettorie dei proiettili - .
Nel dire questo ha già il ferro in mano e punta l'arma verso l'alto.
- Quando schiaccio il meccanismo, dalla cima della canna esce la scia, lunga circa 15 centimetri, che orienta la pistola e la fa muovere nella direzione esatta del percorso dei colpi sparati in precedenza. -
Si sa che quando dei maschi si trovano e cominciano a raccontare fatti di naja tutti si fanno prendere e parlano a raffica ma non adesso: stavolta chi ferma più il padrone!
Si sta facendo tardi. Questa notte ha le ore piccole.
In televisione ancora polemiche:
-... l'accademia di Svezia incorona a sorpresa il commediografo italiano Dario Fo con il Nobel per la letteratura. . Motivazione "Erede della tradizione medievale, dileggia il potere". "Mistero buffo" questa volta non è più censurato, ma premiato. -
Nelle anteprime dei giornali scrivono penne velenose. Le invidie sono tante.
Gli esclusi usano il vetriolo.
Qualcuno ricorda che nemmeno a Chaplin hanno dato un Nobel.
Altri ricordano invece che è una giusta rivalsa alle censure di Bernabei e a tutto quel clima catto-persecutorio imposto agli intellettuali della sinistra negli anni '60.


10 ottobre 1997

Il ricordo delle esperienze militari del Lisca si apre il passaggio nella mia mente sulla strada per l'ufficio. Sono in mezzo al traffico di quelli che vanno al lavoro.
Fermati e vai, fermati e vai.

Il vicesindaco arriva dopo di me.
Si ferma un attimo sulla porta della mia stanza e butta lì:
- Che tonfo! - e se ne va.
Sapendo della sofferenza che lo stringe mi alzo e vado da lui.
- Quello che... mi stupisce è che non c'è stata fiducia nelle parole di Prodi. Sai... l'interpretazione politica... ma sembrava che avesse accettato le richieste. Sarà che lo conosce meglio. Forse Bertinotti sa cose che non puù dire. -
Antonio annuisce.
- Non so cosa dirti... certo che è brutta. Prodi è da ieri che parla così ma noi lo avevamo chiesto da mesi. Io penso che la colpa sia da tutte e due le parti ma è pesante... sarà un inverno terribile... Bah. -
Per tutta la mattinata questo sospiro cadenza la sua perplessità e naviga per il corridoio fino a cadere sulla mia scrivania.
Intanto il Capo dello Stato ha iniziato le consultazioni ricevendo al Quirinale i Presidenti della Camera on. Violante e del Senato sen. Mancino.

Questa volta sono arrivato in anticipo fuori da scuola.
Dieci minuti possono essere infiniti.

Ultime notizie: per il terremoto non vogliono far intasare le strade intorno ad Assisi. Partano solo quelli che hanno dato l'adesione.
Sulla crisi Bertinotti rilancia e si dichiara pronto al compromesso.
La mossa viene interpretata da tutti come un passo indietro.
Intanto Prodi è in campagna elettorale a Bologna davanti a 50.000 persone che manifestano in favore del governo.
I suoi toni sono sprezzanti: "se Bertinotti ha cambiato totalmente idea allora è un suo problema, non un mio problema". Si può discutere, a patto che non si metta in discussione la finanziaria.
Si vedrà la maggioranza risorgere dalle proprie ceneri?


11 ottobre 1997

Nebbia.
E sopra è sereno. Tra i banchi si fa strada il sole, come un disco di platino, dai contorni perfetti, in un vapore sfolgorante.

Non c'è stata la riappacificazione.

La borsa e i paradisi fiscali sono le nuove case da gioco di classe.


12 ottobre 1997

Non svegliarmi, amore, lasciami dormire ancora un po' in questo mattino che giorno ancora non è.
Nicoletta è decisa:
- Me l'hai detto tu che dovevi puntare la sveglia per andare ai Due Sovrani... e di non ascoltare la tua pietosa pigrizia... -
È vero. Sono in ritardo.
Devo essere a San Martino fra un'ora per la ricognizione aerea.

Prendo il primo treno.
Cammino nei corridoi e tutto è in movimento.
Viaggio solo, di domenica
Non ci sono pendolari strappati selvaggiamente al sonno chiusi dentro gli scompartimenti a cercare, chi ne ha, di attaccare un altro sogno per cancellare la realtà.
Fuori dalla stazione, attraverso la piazza e sopra i vecchi palazzi, il sereno mostra un cielo azzurro.
All'altezza del primo piano di due edifici alcune strutture di un verde smeraldo attirano la mia attenzione.
- Non le ho mai viste. - affermo indicandole all'amico pilota che mi stava aspettando preciso all'appuntamento.
Poco oltre notiamo anche un passaggio, sospeso sopra la via, lanciato da un balcone all'altro.
Anche questo agile ponte è dello stesso lucido colore notato in precedenza.
Qualcuno mi chiama.
Seduto su una panchina fuori da un locale pubblico un vecchio conoscente vuole che mi fermi per bere qualcosa percè mi deve parlare di alcune sue scoperte sulla chimica.
Gli rispondo che ho solo dieci minuti e mi siedo di fianco a lui.

Poco dopo sto volando sopra il grande perimetro del petrolchimico di fianco al Parco del Ticino a bordo di un leggero apparecchio a motore.
Vicino al ponte il movimento dell'acqua è un ricamo.
Sulle prime devo ricercare l'equilibrio e lo faccio sistemando le gambe, come su una motocicletta, poi è simpatico volteggiare.
Sono attento al film.
Quando vedo che la traiettoria d'atterraggio piglia la direzione del muro di cemento mi allarmo un po'.
Fortunatamente la macchina volante è maneggevole come una bicicletta per il mio pilota e freniamo dolcemente.

Questa volta sono le voci allegre di Daniele e Fiorella che scherzano con la loro madre a venirmi incontro.
Sono da poco passate le undici quando rientro in casa.
Uno stereo ad alto volume suona da un'automobile parcheggiata nel vicolo.
A fatica riesco a seguire una trasmissione dalla marcia Perugia - Assisi per la pace.
Ad ogni inquadratura dei partecipanti guardo per cercare il volto di qualcuno che conosco.
La raccomandazione degli organizzatori di non arrivare in massa per non ostacolare il lavoro della protezione civile è stata sostanzialmente ascoltata, anche se sono intervenuti il doppio dei cinquemila che erano attesi.
La mossa è stata saggia anche alla luce degli avvenimenti: le nuove scosse sono in diretta.
Sulla crisi ormai non c'è più passione. I giochi sono tornati nei salotti, nelle segreterie... tra gli addetti ai lavori.


13 ottobre 1997

Occhi di lunedì mattina persi alla ricerca del passo abitudinario.
Non ci sono più biscotti al farro e succo di mele?
Oggi vado a comprarli.

Verso sera sono in cooperativa.
Il gioielliere è preso in un'accanita discussione con Umberto.
Li aggiro e mi servo due pacchetti di dolci.
Saluto Angelo alla cassa e gli chiedo come va.
- Mi sono tirato via perchè oggi con lui non si può andare d'accordo... - e mi indica il più anziano dei contestatori che deve avercela proprio con tutti.
Poi mi chiede di Antonio.
- Cosa racconta della marcia? È venuto a lavorare oggi? -
- No, non si è visto. -
- Mi hanno detto che era distrutto. -
- Cosa vuoi... sono partiti ieri sera alle cinque e mezza... sei!. Domani mi faccio dire tutto. Avrà pregato per la riappacificazione! -
Angelo sorride.
Faccio per andarmene perché è entrata altra gente.
- Allora domenica... -
Mi mostra le mani nell'atto di mimare una corsa.
- Dai, domenica... -

Giove fosco buca le nuvole a meridione. Un manto nero dal Monte Rosa in direzione del Piemonte copre il tramonto. Da quella parte hanno spento la luce.
Sono nel parcheggio della palestra del liceo scientifico a radio accesa e trasmettono in diretta la dichiarazione di Prodi soddisfatto.
Il finale è confermato per domani.
Arriva mio figlio sorridente e sudato per la partita.
Alzo gli occhi al cielo e allo zenit solo piccoli sbuffi vaporosi in uno spazio di sereno incastonato di brillanti.

Tutti i programmi d'informazione anticipano i punti dell'accordo.
Il PRC voterà la finanziaria in cambio della promessa che il governo presenterà a gennaio '98 una legge per la riduzione a 35 ore dell'orario di lavoro.
La richiesta "a parità di salario" è sparita dal testo.
Il tutto è subordinato all'accordo tra sindacati e Confindustria.
Il PRC accetta un anno di tregua con il governo. Nel preambolo dell'accordo Rifondazione si impegna a perseguire l'entrata dell'Italia nella moneta unica.
La Borsa festeggia con un rialzo.


14 ottobre 1997

Intravedo Antonio con il Bosco davanti all'ufficio.
Mi sembra che stiano parlando tranquillamente dopo l'alterco dell'altro giorno.
Passo di corsa a timbrare perché se ritardo di un minuto non mi pagano il turno dello sportello pomeridiano.

Quando il vice risale mi faccio raccontare.
Con lui c'è il vecchio partigiano che ieri era, intrattabile, al Melograno.
- Per quelli che sono andati per la prima volta è stato indimenticabile... -
Antonio racconta.
- ... ci siamo fermati in un paesino sul Trasimeno a mangiare. Il cibo non era proprio abbondante, cosa vuoi... per trentacinquemila lire compreso il viaggio... Se volevi in più dovevi pagare.
Alle ventidue passeggiata nelle viuzze del centro storico di Perugia. Piena di giovani... un fiorire... pensa che nei parchetti, nel verde della città vecchia si sentivano cantare i grilli! Uno spettacolo ormai perso dalle nostre parti. I grilli l'11 ottobre!! -
Non riesco a sentirli.
- Abbiamo incontrato Bertinotti! ...sto camminando con mia moglie e di colpo mi dice: "Quello è Fausto!".
"Fausto" grida... lui si gira:
" Si?"
"Sa femm cusé?"
Lui capisce perché non è di molto lontano da qui. È di Alessandria e risponde:
"Calma compagni, non siamo impazziti!" e giù abbracci... poi la marcia... va beh... -
Sono stato ad ascoltare fino ad adesso. Lo interrompo.
- Angelo ha visto la Nori che gli ha detto che eri distrutto. -
- Anche lei era... - e fa scorrere una mano in orizzontale - pensa che a un certo punto uno degli organizzatori dice: "Coraggio... mancano solo due chilometri!" - Due chilometri? Volevamo ammazzarlo. E chi ce la faceva più! Gli anziani sono rimasti a Santa Maria degli Angeli. Noi abbiamo girato la città.
I commercianti di Assisi sono disperati. Non solo loro, pensa alla povera gente. Ci sono una cinquantina di paesi tutt'intorno che sono quasi scomparsi.
L'ARCI ha fatto un campo dove i bambini si trovano tutti insieme e possono giocare, fare animazione. -

"Il terremoto... !"
È Umberto che attira l'attenzione.
- Quale terremoto? - gli chiedo allarmato.
- Il giorno della manifestazione. All'una. Ero a pranzo quando ho sentito come se qualcuno mi toglieva la sedia. Giro la testa e ho visto l'orologio spostarsi. Ci siamo messi a correre come in gioventù... e l'oste che diceva "È già finito!!" -
Antonio riprende.
- Quando è partito il corteo c'erano tutti i giornalisti attorno a Cofferati, D'Alema, Bertinotti. Vai con i microfoni, le fotografie... e noi là in fondo... finché uno non ce l'ha fatta più e ha cominciato a dire che è la marcia per la Pace e non per la politica e la crisi di governo. Ad un certo punto ho visto le bandiere del PdS che si abbassavano... dove c'era Bertinotti. Stavo per correre là... -

A metà mattinata esco per ritirare le liste della disoccupazione al Collocamento di Magenta.
Le strade sono delle donne.
In piazza Liberazione una cinquantina di pensionati si fanno di sole in sella alle loro biciclette.

A mezzogiorno il cielo è di un colore celeste commovente.

Alla radio informano che sono le 12,55. No anzi, pronta rettifica dell'annunciatore le 12,51. Grazie, ci voleva... guadagno quattro minuti di vita. Oggi è buono così.

Scalfaro conclude le consultazioni ricevendo al Quirinale gli ex Presidenti della Repubblica Leone e Cossiga. A sua volta la Presidenza del Consiglio comunica il superamento del dissenso con Rifondazione comunista.
Ora il Presidente Scalfaro convoca al Quirinale il Presidente del Consiglio per respingere le dimissioni e lo in vita a presentarsi alle Camere.
Vengono pubblicizzati i primi commenti: "abbiamo pagato un prezzo d'immagine; ma era il prezzo minore".
Questo è Prodi che considera la riduzione d'orario "meta lontana".
Cofferati valuta positivamente l'accordo perché "restituisce ai sindacati il ruolo di protagonisti", anche se si mostra critico su alcuni "pasticci", in sintonia con D'Antoni, leader della CISL, che parla di difficoltà ad andare dai lavoratori dell'industria discriminando uno o l'altro a seconda della mansione.
Bertinotti assicura che "non ho mai chiesto l'autocritica a Cofferati, ho detto che l'intervento sulla questione delle pensioni di anzianità, in quel momento, era inopportuno. Tutto qui. Per noi la questione è chiusa".

Di pomeriggio non si possono alzare gli occhi se non si è al riparo dell'ombra.
Il tramonto è rosa ad oriente, aureo ad occidente e si trasforma in un fondale verde.


15 ottobre 1997

È un'alba color Magenta.
Dopo il vento di ieri la temperatura è scesa di colpo.
Passo dalla giornalaia e poi agli sportelli, stavolta dall'altra parte, con la guardia giurata.
Il pensiero va alla povera gente del terremoto.
- Non finisce mai. È la prima volta che succede così!. È cambiato tutto.
... certo che se dovesse fare un altro anno come questo, qui da noi, ci farei la firma!. -
- Davvero! -
Ho in mano il quotidiano. Mi impressiona la fotografia sulla prima pagina: sembra che stia crollando, sotto i miei occhi, la torre di Foligno. L'attimo dell'immane vibrazione.
Il mio amico vigilante ripete quello che è sulla bocca di tutti:
- Povera gente, non hanno più niente adesso. Con la pioggia le cose si sono marcite. Non la fanno nemmeno entrare in casa per paura dei crolli. -
Gli faccio notare le sequenze dei crolli documentate nelle pagine interne del giornale.
- E continua ancora... -
- Fortunati quelli che hanno la roulotte... ma con le tende è come vivere per terra.
Gli daranno qualche coperta. Cominciano ad arrivare anche le stufe. Pensa agli anziani e ai bambini!
Ti immagini se invece di tutte queste scosse ne faceva una sola! Non rimaneva in piedi più niente. Dicono che sia solo una questione di tempo e poi ci deve essere una scossa tremenda dalla California fin qui. Noi siamo fuori per poco. Speriamo che si sbaglino.
Avevano previsto anche di quel vulcano... come si chiama... che ha seppellito le case sotto non so quanti metri di polvere... È come se quella casa fosse scomparsa! -
- Il vulcano sull'isola... -
- Si. Quello... è tanta la cattiveria tra di noi che prima o poi ci distruggeremo tutti. E se non ci riusciamo ci pensa lui! -
Dopo queste parole ha inizio una giornata di lavoro.

Sempre meno gente in ufficio.
Le conseguenze del clima, con la brusca svolta preinvernale, si fanno sentire.
I medici vengono in massa a fare la scorta dei nuovi certificati perché rischiano di rimanerne senza.

In bacheca alla macchina del caffé è comparsa la fotocopia in bianco e nero dell'istantanea della moglie di Antonio con Bertinotti.
È ritratta mentre sta facendo cenno a tutti i compagni di avvicinarsi ma il risultato, nello schiacciamento della prospettiva, la immortala con una mano sopra la testa di "Fausto" in atteggiamento di protezione.
E chissà se ne avrà bisogno!

L'opposizione lancia l'allarme: in Italia c'è un governo di comunisti e i guai vengono a ruota.
I grandi mezzi di comunicazione sono unanimi nel bocciare la riduzione a 35 ore.
Alla radio si sono confrontati i sindacati dubbiosi, il dirigente di confindustria scatenato nell'invocare la globalizzazione del mercato per dimostrare la pericolosità della riduzione dell'orario per la "nostra" economia e il braccio destro del segretario di Rifondazione che parla di Francia e Germania che da più di un decennio sperimentano le riduzioni. Per l'Italia, visto il basso livello dei salari, si chiede di mantenere la parità di salario con meno orario di lavoro.
Per far diminuire il costo del lavoro si concedano sgravi alle imprese che assumono.
Mi vengono in mente le parole di un presidente di Confindustria: ci si deve levare dalla testa il posto fisso. Entro il 2010 il lavoro sarà flessibile e gli Stati all'avanguardia, a cui dobbiamo guardare, sono la Cina e l'India.
E non stava scherzando.
Sono preoccupato per queste prospettive.
In questi paesi modello lavorano anche bambini senza protezione e diritti sindacali.
Ma forse mi preoccupo per niente.
I miei figli saranno troppo grandi e non dovranno lavorare. Gli basterà essere disoccupati!

Timida la luna si affaccia oltre il velo delle nuvole basse, con la sua facciona piena.


continua 8

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