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La vita fatta dietro e oltre il carnaio: "La trippa di Venere"

Inizia il 6 settembre la panica rassegna cinematografica del Folletto 25603

vieni al cinema insieme a noi... Dal 6 settembre nel parco di via Lattuada

Sette pellicole culto, da Fellini a Browning


È "La trippa di Venere", un'idea del Folletto



Prendi un bel titolo, spiritoso e goloso, mettici dentro sette film di sette registi maleducati (visionari, alternativi, geniali, maledetti), evita accuratamente i riti ritriti da cineforum (presentazione e discussione) e ambienta il tutto in un parchetto con schermo gratis per tutti.
Il risultato si chiama La trippa di Venere, "panica rassegna cinematografica". E sia chiaro che il panico non c'entra con la paura, bensì col dio Pan, l'antica Grecia, il mito fatto carne, la carne che si esalta e si lacera e si libera, dal Satyricon alle Mille e una notte, dai Freaks al Barone di Munchausen che si solleva da terra tirandosi per i capelli.

L'idea è venuta ai ragazzacci del Folletto, che già avevano fatto un bel favore agli amanti del cinema "altro" con la rassegna di socio-fantascienza presentata l'anno scorso.
Anche quest'anno si torna in via Lattuada, con ingresso rigorosamente gratuito, con proiezioni in formato video e inizio lunedì 6 settembre.

La partenza sarà dedicata a Federico Fellini e al suo Satyricon del 1969, funereo viaggio nella Roma di Nerone ispirato a Petronio, storia di due giovani parassiti (alle prese con Eros e Thanatos, tra orge e festini luculliani) che diventa parabola sulla società di oggi (ieri l'altro) e ricerca esistenziale.

Dopo di che le proiezioni passeranno a domenica 12 sera cominciando da El Topo di Alejandro Jodorowski, l'autore della Montagna sacra. Un folle film del '71 che sembra un western, ma è anche un delirio mistico-surreale pieno di simboli, in cui lo strano eroe El Topo deve sconfiggere i quattro pistoleri (i Maestri) che stanno assediando un villaggio messicano.

Più convincente Il fiore delle mille e una notte di Pier Paolo Pasolini, film del 1967 ispirato alle amatissime novelle arabe per parlare di libertà sessuale, gioia dell'istinto, fantasia creativamente carnale: -La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni- (dom19sett).

Il 26 settembre toccherà a Freaks, mitica pellicola del '32 di Tod Browning, un film unico nella storia del cinema, popolato di creature deformi (ma con una loro commovente e genuina umanità) che decidono di vendicare l'amico nano, vittima di una macchinazione della bella e avida trapezista. Cos'è mostruoso e cos'è normale?

Il 3 ottobre spazio al talento di Terry Gilliam, per il suo divertente e stravagante (anche se inconcludente) Le avventure del Barone di Munchausen, del 1989, con scenografie di Dante Ferretti e fotografia di Giuseppe Rotunno.

Una settimana dopo 10 ottobre arriva un altro regista atipico, Rainer Werner Fassbinder, e in particolare il suo ultimo film dell'82, ispirato a Genet, Querelle de Brest. È l'ennesima riflessione sui rapporti umani dominati dalla violenza, anche e soprattutto quando si parla di sesso. Viaggio nell'abiezione di un marinaio, visivamente eccezionale e tematicamente manieristico.

Chiusura il 17 ottobre con un altro film culto, questa volta di Peter Greenway, nel magico L'ultima tempesta, ispirato a Shakespeare, con sperimentazioni barocche, miscuglio d'arti e di giochi visivi, e John Gielgud nei panni di Prospero.


Articolo di Fabrizio Tassi
Dal settimanale 'Ordine e Libertà
6agosto2004
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