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L'ultima tempesta: domenica 17 ottobre per la Trippa di Venere (Folletto)

Musica,teatro,danza,pantomima,canto,disegno,scultura,pittura,grafica,animazione,collage,circo

Riferimento www.kataweb.it
shake e spera Solo con la figlia (I. Pasco) su un'isola abitata da spiriti che con arti magiche ha messo al suo servizio, Prospero (J. Gielgud), spodestato duca di Milano, suscita una tempesta che fa naufragare i suoi nemici, ma con magnanimità rinuncia alla vendetta.

P. Greenaway manipola a suo piacere La tempesta (1611-12) di Shakespeare che anche per lui è la grande tragedia rinascimentale delle illusioni perdute. Senza contare le interpolazioni sui 24 libri che raccolgono tutto lo scibile dell'epoca, nutrendo il potere magico di Prospero, il testo è ridotto a meno di un terzo.
Tolto Gielgud che dà voce (quella di Gianni Musy in italiano) a tutti i personaggi, è un film senza attori recitanti, messo in scena come uno spettacolo allegorico di corte, proliferante in immagini e figure che, evocate dalle parole, si compongono, cambiano e si ricompongono.

È un film meraviglioso anche nel senso di film sul meraviglioso, il più ricco e visualmente complesso di Greenaway che s'è servito della più sofisticata tecnologia giapponese per l'alta definizione elettronica.

In un tripudio ridondante di arte rinascimentale che attraverso il barocco approda a un delirante rococò, ha fatto un'operazione di arte totale dove i mezzi tecnici della pellicola e del nastro elettronico assorbono musica, teatro, danza, pantomima, canto, disegno, scultura, pittura, grafica, animazione, collage, circo.
Se non si accettano le regole del suo gioco (gusto per l'eccesso, dilatazione grottesca, dimensione metacinematografica, recitazione antinaturalistica, ecc.), il film si trasforma nella visita di un museo antico di cui s'è perso il catalogo.

foto: http://film.spettacolo.virgilio.it
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