Pagina iniziale Giuliana libera
seleziona le ultime novità
lunedì 9 novembre 09
Ricorso:
no al nucleare
lunedì 21 settembre 09
Promo:
il fiume rubato
domenica 8 marzo 09
Fame di territorio:
la INNSE rottamata
sabato 10 gennaio 09
Malpensa:
non tutto il nord dice si
lunedì 22 dicembre 08
La terra trema:
notizie dal folletto
domenica 14 settembre 08
Documentario contro le grandi opere:
il cartun d'le ribelliun
giovedì 11 settembre 08
Un piccolo paradiso resiste:
come nel villaggio gallo di obelix, asterix e panoramix
lunedì 21 aprile 08
V2 25 aprile:
fai sentire la tua voce
lunedì 17 marzo 08
Il mostro:
la tangenziale si ferma a Magenta
martedì 11 marzo 08
Torino:
nuova pubblicità stradale
mercoledì 5 marzo 08
Comunicato stampa:
fermato l'ammazzaparchi
lunedì 3 marzo 08
Marcello Rhorwasser:
lettera aperta sull'inceneritore
sempreverde
Citizen Berlusconi:
la biografia censurata
chiudi

Eleonora Fiorani: il carnevale e lo shopping al supermercato

Aspettando di incontrare l'autrice alla libreria Il Segnalibro di Magenta martedì 2 Marzo


il cargo volante (clicca per ingrandire)
Il carnevale ha che fare con un altro tempo, instaura un' altra temporalità, lo shopping invece è principalmente un viaggio nello spazio e solo secondariamente nel tempo.

Il carnevale trasforma la città per un intervallo di tempo, che ritorna ciclicamente, prima di ripiombarla nella quotidianità, di cui rappresenta l'altra faccia, l'altra temporalità e realtà, nascosta, e tuttavia a portata di mano come dice Bachtin.
Il rapporto con il tempo mette l'accento sul futuro e guarda all'avvenire: è, infatti, la speranza di un futuro migliore.
Per questo il carnevale ride ai funerali del passato e del presente. Di qui la centralità del riso, del basso materiale e corporeo con il loro sistema di abbassamenti, travestimenti, rovesciamenti, che si oppongono all'immobilismo e all'extratemporalità e immutabilità con cui il potere si pensa sempre.
Travestirsi è rinnovare la propria immagine sociale. Mescolare e invertire l'alto e il basso significa far precipitare tutto ciò che è elevato e compiuto nell'inferno del basso materiale e corporeo.

Il tempo gioca e ride: è il bambino di cui ci parlano Eraclito e poi Nietzsche, che costruisce e disfa i mondi nella sabbia e detiene il potere dell'universo.

Mentre il carnevale mostra come il mondo potrebbe essere diversamente, e per questo s'intreccia con l'utopia, il piacere, la festa, non è il luogo che non c'è ma il luogo felice, carnale, i centri commerciali ci trasportano in un altro mondo che, più che modificare quello presente e noto e familiare, non fa parte della città, il loro mondo non è il solito mondo trasformato, ma un mondo diverso.
Non dicono nulla della realtà e non ne sospendono le regole, ma esibiscono un modo d'essere che la quotidianità preclude. Ritzer parla, infatti, di templi, di una realtà totalmente altra che non ci appartiene. Anche se la possiamo vivere, è, come lo spazio sacro, l'assolutamente altro.
Il loro fascino appartiene al luogo finto; presentano l'ottusa solidità della perfezione: sono un luogo senza luogo che esiste per se.

Generano un sentimento di appartenenza, di partecipazione a una comunità, che però è data e non è il risultato delle nostre cure. Sono una comunità immaginaria; e ciò fa dire a Bauman che si tratta di una mistificazione dell'esperienza.
Notangenziale No alla grande Malpensa Verdi Lombardia Lombardia RdB CUB Comitato Pace Piazza Liberazione Associazione Verdi Ambiente e Società
Documento XHTML 1.0 valido!