Risuonava ancora l'eco suscitato dal dibattito sul libro della Klein,
No logo che il
tonfo
delle due torri mostrava al mondo la carne delle cose e degli uomini, inghiottiti dal crollo.
Incantati da decenni di dibattito sull'immaterialità e sull'accesso, della cui unica e irreversibile
presenza erano concordi i profeti di angeliche sorti e quelli di catastrofi senza pari,
avevamo dimenticato
la carne delle cose e quella degli uomini, la loro fragilità e possibilità di essere ferite,
la loro stessa esistenza e consistenza.
Il libro della Klein mostrava
l'altro volto delle griffe e marche nei territori exlege senza diritti,
laddove non si creano idee, concetti e immagini, ma
cose, scarpe, automobili che di quelle griffe e marchi
sono portatrici nelle nostre vite colonizzate.
Il libro apriva alle forme nuove, inaspettatamente ludiche e sconcertanti per invenzione e creatività,
di resistenza e di opposizione.
Con l'evento delle due torri distrutte, icone del moderno e della potenza statunitense, è avvenuta anche
l'irruzione del mondo degli altri sulla scena mondiale: era dagli anni Settanta che il mondo sembrava aver
cambiato faccia perché i sogni e gli incantati mondi del piacere avevano sostituito e fatto tacere l'urlo
della carne e la voce degli altri: i mondi della miseria, della fame e della guerra.
E non è facile il risveglio, ne ancora lo è!
Segue