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Ultimamente una
maggiore attenzione ai problemi dell'ambiente, unitamente a
tecnologie sempre più evolute,
sta permettendo il conseguimento di diversi successi nel campo del risparmio energetico e delle risorse, delle energie alternative,
dello riutilizzo, della gestione dei rifiuti, etc.
Tali successi possono facilmente
incoraggiare i Governi a proseguire imperterriti l'attuale politica di sviluppo ad oltranza,
essendo condotti a ritenere che un immutato modello di sviluppo economico, come pure demografico e tecnologico, possa
essere realmente sostenibile.
In effetti
i Governi, che lo dichiarino oppure no, sono costretti a perseguire una crescita, ad ogni costo ed illimitata,
per un motivo ben preciso e perfino legittimo. Essi non sono soltanto e semplicemente soggetti alle volontà dei
vari potentati economici, ma devono ancor più fare i conti con la cruda realtà della vita:
se non mantengono
il proprio Paese al passo con gli altri una invasione ed una successiva sopraffazione totale non saranno per nulla cose
di fantasia.
Sostanzialmente è per questo motivo, per altro impossibile da trascurare, trattandosi di una vera e propria questione
di forza maggiore, che non per pura e semplice propensione e volontà economica, che i Governi, a volte, pur strano
che sembri, perfino inconsapevolmente, continuano a perseguire una, solo apparentemente priva di senso, linea politica
di crescita infinita.
E c'è da dire che gli ecologisti e gli ambientalisti, col loro lavoro di ricerca e promozione di fonti alternative,
risparmio, riutilizzo etc., non fanno che permettere ai Governi di continuare indenni su questa strada.
Ora: non ci sarebbe nulla di male in questo, anzi
il comportamento e pensiero degli ecologisti sarebbe solo da lodare,
se purtroppo non fosse da considerare che essi, così facendo, ponendosi a stampella di uno sviluppo in realtà
insostenibile, di fatto non solo autorizzano i Governi a procedere già ora lungo tragici percorsi che non possono
non condurre alla guerra ed allo sfacelo sociale, la minaccia di una invasione ponendo in secondo piano ogni altra cura
e necessità, ma rafforzano i presupposti per giungere in breve tempo ad una catastrofe generalizzata ed irrevocabile.
Già ora le popolazioni dei Paesi industrializzati sono in netto eccesso rispetto alle risorse locali, essendo
costrette perfino ad invadere altri Paesi per approvvigionarsene, e nonostante ciò i loro Governi continuano a
far di tutto pur di aggiungere altra umanità a quella, già accalcata, esistente, peggiorando vieppiù
una situazione già estremamente critica.
Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia
CONTINUA
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