Indovina qual'è la mia maschera.
Quella che salta a sinistra
o forse quella caduta per terra?
Conosco quei gesti
e non posso applaudire
assieme-ai-paganti-di-una-sera-che-ora-se-ne-vanno,
perché non ne conosco la paura.
Sono rimasto qui
per farmi vedere
e per dirti
che non è sempre
e solo per egoismo che mi nascondo
ma anche per difendermi.
Sono rimasto qui
per vederti
e per cercare
con te
di non dare più spettacoli a pagamento.
- È festa oggi? -
Passeggio sotto i portici di piazza Liberazione quando incontro uno del giro della pallacanestro che mi
spara sorridendo questa domanda.
- No, questa mattina non ce l'ho fatta ad alzarmi alla solita ora: via con lo scaldabagno, la colazione, la barba.
La corsa a scuola per accompagnare mio figlio con l'assillo di timbrare il cartellino.
E poi... una giornata spesa al cinquanta per cento, se va bene, a sbrigare pratiche che esistono solo perché
le ha create la burocrazia. -
Mi ero svegliato da solo come se non avessi dormito stanotte, più stanco di quando mi ero coricato.
Spero che siano le tre o le quattro ma uno sguardo alla sveglia sul comodino mi dice che è quasi ora
di saltare dal letto.
La decisione liberatoria: oggi non vado a lavorare.
È arrivata l'occasione giusta per far fruttare un giorno di ferie.
Per un minimo di responsabilità faccio mente locale e mi assicuro di non essere di turno o
di sportello e di non avere appuntamenti.
Mi rilasso tra le lenzuola.
Non ci vuole molto.
Avere rotto i ritmi soliti basta per caricarmi e la colazione e il
salto a scuola li vivo sotto un'altra luce.
Sbrigata la faccenda della cultura generazionale esco e vado verso il centro a prendere il giornale.
Su un lato di piazza del Comune degli attivisti hanno innalzato due bandiere: la coppia Alleanza Nazionale
e Forza Italia esibisce il suo dissenso verso l'amministrazione davanti al Municipio.
Io sto per cambiare strada ma poi decido che, se e vero che tutti sono liberi di manifestare,
io ho il diritto di scegliere la mia strada senza essere infastidito.
Al massimo posso arrivare ad accettare un loro volantino senza accartocciarlo e buttarlo per terra.
Questo per la mia coscienza ecologica.
Il tutto senza parole.
Passo come invisibile.
Solo un ragazzo con capelli lunghi e pizzo mi osserva guardandomi fisso e spiritato.
Giro verso l'edicola sotto i portici e con pazienza scelgo il quotidiano sulla possibile crisi di governo.
- È festa oggi? -
- No, non avevo voglia di timbrare il cartellino. -
Sotto un caldo sole vado verso casa.
Commesse puliscono negozi e lavano pavimenti.
Anziani passeggiano e chiacchierano tra di loro.
Nuova grinta.
Esco in macchina per l'abituale puntata verso la scuola con una mezz'oretta di anticipo.
È il trucco che uso per trovare un posto, lasciare la macchina e poi camminare per le vie,
fare un po' di movimento, che fa bene alla salute.
Accendo l'autoradio.
Il microfono aperto di Radio Popolare è, e non poteva essere altrimenti, dedicato alla crisi del
governo Prodi.
- ...non si puo' fare trentacinque ore! Se un prodotto costa di più lo vanno a fare dove possono
spendere meno.
Io ho sempre votato Rifondazione anche se non sono iscritto, ma adesso non la capisco. Certo non hanno
messo nei programmi del governo quello che chiedeva Bertinotti ma non si può votare adesso.
La destra gode come se avesse avuto un orgasmo sensazionale... -
Io sono fermo al semaforo e sto guardando in una vetrina una pubblicità di vestiario e la parola
che leggo è : amore. Molto fine.
Il conduttore di Radiopop ripete la dichiarazione di un dirigente comunista il quale ribadisce che
il governo non
ha più la maggioranza.
Neanche a farlo apposta oggi, anche se sono uscito prima, non c'è un posto per parcheggiare la macchina.
Mi posso fermare ad un passo carraio e non mi fido a muovermi per evitare spiacevoli episodi.
Resto in compagnia della radio.
Ancora il microfono aperto!
Giro su altri canali ma la musica non mi soddisfa.
In una trasmissione due galletti stanno sollazzandosi di parole su Natalia Estrada, esattamente dove li avevo
lasciati ieri.
Ritorno alla politica.
- Io ho votato per la prima volta a sinistra alle ultime elezioni ma adesso vorrei sapere se la sinistra esiste
ancora e se Rifondazione è di sinistra. Vediamo in Europa come si muove il governo francese, per non
parlare di Blair in Inghilterra.
Come si fa a chiedere le trentacinque ore?...-
- Va bene grazie. Sentiamo un'altra telefonata. Pronto sei in linea. -
- ...basta vedere...sono io... -
- Si vai avanti. -
- Basta vedere come...scusa ma c'è stato un vuoto qui dentro... -
- Ti sentiamo. -
- Basta vedere come sono andate le elezioni comunali a Milano. Si è fatto come ha detto Rifondazione
e hanno vinto le destre... -
Il significato delle parole si intuisce tra attimi di mancanza del segnale.
- ... io c'è l'ho con Rifondazione. Anche voi avete Gay.
Io non voglio più parlare con un comunista,
non voglio più parlare con un comunista. Capito? -
- Sentiamone un'altra... -
- Pronto.
Io non capisco come si faccia a criticare Rifondazione. Prima di tutto mi presento... sono Davide... -
- Ciao Davide. -
- Rifondazione ha appoggiato il governo quando c'è stata la Finanziaria da centomilamiliardi,
ha tenuto in piedi la maggioranza anche quando i contenuti non corrispondevano alla sua linea.
Adesso si vuole fare una Finanziaria che non è indispensabile.Non si può chiedere di appoggiarla. -
- Scusa ma c'è una contraddizione!
- Si, dimmi. -
- Se Rifondazione ha appoggiato il governo in altre occasioni perché ora cambia rotta? -
- È vero. Io sono stato uno di quelli che nella Direzione del partito ha votato contro
la mozione di appoggio al governo. Quello che si è fatto erano sacrifici ma per raddrizzare
la situazione. Adesso la situazione è cambiata.
Tutti dicono che c'è la ripresa economica ma non si vuole dare una sterzata verso lo
sviluppo e l'occupazione. -
- Va bene grazie. Tocca a te. -
È sicuramente suonata la campanella perché arrivano gli studenti e il solito papà
con due zaini, uno per spalla.
La ballerina passa in bicicletta.
Il professore oggi è disarmato, non brandisce la chitarra.
Al microfono aperto è la volta di una madre.
- Cosa ha fatto questo governo per quelli come me che guadagnano un milione e mezzo, due milioni?
E per il lavoro?
Sai cosa vuol dire il lavoro in affitto e il salario di ingresso ?
I... come si dice... i... padroni pagano meno e i lavoratori si trovano con poca pensione.
Hanno detto di non pensare più al lavoro fisso... si vive all'aperto adesso!
Mio figlio quando avrà sessantacinque anni come me in questo momento avrà condizioni migliori
o starà dicendo le stesse cose che dico io? -
La giornata è proprio calda, in compagnia di un sole che ringiovanisce questo primo ottobre e
allunga un riflesso inverosimile sulla possibilità di congelare la finanziaria per superare la crisi.
Soffia un vento afoso quando passo dai miei.
Mio figlio si butta sul piatto e, tra un morso e un sorso, informa tutti che vuole tornare subito a casa
per prepararsi per il basket.
Giusto il tempo di una battuta veloce con mio padre, tutta rigorosamente in dialetto.
-
Dicono che non può cadere questo governo! E perché? Ne sono caduti tanti altri e se
ne è fatto uno nuovo.
E non si dica che è un governo di sinistra o di centro sinistra.
Prodi no di certo e
D'Alema è diventato un democristiano.
Ha fatto le cose che doveva fare Berlusconi... le stesse cose.
Hai sentito Cofferati... al momento buono è d'accordo con i tagli delle pensioni d'anzianità.
I sindacati ne hanno fatte tante contro i lavoratori. Non si capisce perché prima gridano e poi
si mettono d'accordo... o meglio si capisce perché intascano la loro parte... -
Ce n'è per tutti oggi.
L'erba in giardino sta bruciando e dopo cena scendo ad annaffiare.
continua 5
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