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Lo sghignazzo da Nobel... Sulla Bandiera

Di gran carriera verso la crisi e il Nobel

06-10-97
I giorni s'accorciano e passano velocemente.
È sera.
Prodi e Bertinotti stanno trattando ed io sono rimasto solo.
Improvvisamente Nicoletta mi avvisa di guardare dal balcone: piove... cada o non cada il governo ... ladro.
Quasi non ci credo.
Esco per farmi massaggiare dal fitto picchiettio.
Rientro che la trattativa è conclusa con Rifondazione insodisfatta ma pronta a prendere ogni decisione solo quando il governo esprimerà la sua linea in parlamento.
Buonanotte.


07-10-97
Non ho avuto un sonno tranquillo.
Osservo il sottosuolo messo a nudo da uno scavo nel giardino di una villa vicino all'ufficio.
Bella terra argillosa, scurita dalla pioggia di questa notte.
Fragranze della natura mi accompagnano.
Nessun altro sembra decidersi di venire al lavoro.
Sarà il tempo !
Con la cartella e i giornali è la volta del vicesindaco di Rifo.
- Allora, come va la crisi? -
Si parla così poco di politica. Ci vogliono queste grandi occasioni per volare un po' più in alto di incentivi o turni.
- È dura...se cade il governo a noi ce la fanno pagare! -
Dal tono s'intende che non c'è margine per inserire commenti. Finita la discussione.
Torno alle mie carte.
Ho davanti una mattinata intensa.
Dopo un paio d'ore e con la pratica di Sasso che non si muove, torno a cacciare la testa nell'altro ufficio.
Antonio alza gli occhi dal pacco di pratiche che sta istruendo e mi dice:
- Accendi la radio... lui - indica Nicola - non me la vuole far ascoltare. -
- Ma stanno parlando della legge sulle case! - Il Bosco ribatte.
Mi rivolgo a lui e ironizzo sull'Europa dei banchieri.
- Non farmi parlare... - e si chiude la bocca con le mani.
Poi cominciamo a scherzare : - È caduto ? ...è caduto? -
Il vice è serio.
- Se cade... -
- Ma non hai detto tu che c'è Mastella ? -
- e poi ci sono già le grandi manovre. La Fumagalli Carulli è già passata dal Polo all'Ulivo.


Prima di mezzogiorno il direttore mi chiede di accompagnarlo agli uffici comunali per ritirare dei tabulati e con la pioggia che viene non è il caso che ci vada a piedi.
Ci fermiamo nella piazza del comune. Lui entra e io accendo la radio.
Aggiornamento. Il ministro della sanità afferma di non volere la crisi per i ticket e propone la tattica di votare la legge finanziaria in prima battuta al senato, dove il governo ha la maggioranza senza i voti dei comunisti. Così si avrebbe il tempo di trattare.
In francia invece ci sono i primi scioperi per le 35 ore.
Non pensavo che piovesse così forte...
Il capo deve camminare per qualche metro allo scoperto per risalire in macchina e si è inzuppato i vestiti.
Finalmente arriva lo stacco per pranzo.

Tornando a casa, fermo al semaforo, penso al destino dell'idea di una sinistra alternativa.
Come può stare nel governo di una società che, detta fuori dai denti, è divisa in classi, dove i ricchi hanno bisogno che esistano i poveri e gli sfruttati?
Un potere di controllo è l'unico obiettivo possibile.
Il verde ancora tarda ad uscire qui all'incrocio del centro operativo.
Manca però una base che appoggi le proposte politiche del partito per non essere emarginato.
La cronaca dell'altalena annuncia una riunione congiunta Ulivo- Prc prima del discorso di Prodi all'inizio del dibattito alla camera.
Il commento della radio è improntato a presentare un cambiamento:
O il primo governo che ingloba la sinistra getta la spugna o si sposta a sinistra.
Io sto lavando i piatti di mezzogiorno e Prodi getta sul tavolo tutto il positivo che ha sulle spalle e assicura che non è che l'inizio,il futuro sarà anche migliore.
Non chiude nemmeno su orario, occupazioni e pensioni.
Mi ritorna in mente l'intervista ascoltata ieri ad un lavoratore di una fabbrica che ha già sperimentato la riduzione di orario legata ad un recupero della produttività.
Il risultato è il sabato lavorativo abbinato al peggioramento delle condizioni di vita in azienda.

Il pomeriggio arrivo a Trecate per un acquisto: il solito odore.
Aggiornamento dalla radio: nessuna riunione congiunta è prevista - chiarisce un dirigente di Rifondazione - perchè nessuno ci ha invitati.
Sbrigato l'affare sono sulla strada del ritorno.
Nel grigio del cielo strane nuvole mi inquietano.
All'improvviso il petrolchimico si staglia imponente sul palcoscenico, da protagonista.
Tre colonne di fumo nero si alzano dietro le villette costruite sotto i serbatoi.
La prima colonna è densa ed esile. La seconda espansa e vaporosa. La terza è densa ed espansa.
Tutte si perdono nell'infinito colore autunnale.
Quelle arrivano fino a Magenta.
Non mi sono ancora riavuto da quest'immagine a cui non riesco proprio ad abituarmi che, passato il Ticino ingrossato da un giorno di pioggia, mi trovo sulla sinistra la ripetizione di quello che ho appena lasciato dietro di me.
Tre colonne di fumo, stavolta certo per gradire di un bianco panna, coprono la frazione di Pontenuovo.
Due sfogano dalla cartiera e una dal cogeneratore della Saffa.
Quanta strada da percorrere per il mio sogno!

Un aereo romba, basso e invisibile sopra casa.

Faccio un salto in cooperativa.
- Ciao ragazzo ! - - Come stai ? - Mentre parliamo entra un giovane e fa i suoi acquisti. Quando paga si accorge che Angelo gli sta dando 10.000 lire di troppo.
- Anche diecimila lire si sentono ! -
- Allora ciao. - È il suo saluto.
Chiedo ad Angelo dell'assemblea con l'amministrazione.
Mi propone una faccia disgustata.
- È finita subito in una litigata. Una compagna era davanti e deve avere detto qualcosa e non c'è stato più niente da fare.
Comunque da quando sono stati eletti non ti salutano... sono tutti uguali. Possono fare così perché non c'è un tessuto sociale dietro, una partecipazione.
Le sue parole colgono nel segno.
Ha smesso di piovere.

Sono a casa che mi sgranocchio un biscotto al farro e succo di mela.
La radio va senza interruzione.
La notizia è che Bertinotti ha sentito nel discorso del presidente Prodi l'eco dell'accettazione delle sue richieste.
Rimbalzo sulla televisione sempre inseguendo le grandi manovre.
E passa Bossi, passa Casini e passa Fini.
Un tuffo carpiato strepitoso, da primato nazionale, riesce a Berlusconi che, dopo aver chiesto nuove elezioni, si rende disponibile ad un governo di programma senza i pericolosi comunisti per il bene dell'Italia.
Questa non l'avevo ancora sentita.
Sono le venti e tocca a D'Alema.
- È tagliato quello lì, da una parte e dall'altra! -
La sentenza di Nico.
- Sa dove vuole arrivare. -
Adesso si deve chiarire se Prodi salirà da Scalfaro per le dimissioni o chiederà subito la fiducia.
Si avvicinano le elezioni.
Sinceramente non mi aspettavo niente di diverso, ma sono un poco deluso.
Poi tutto cambia: la visita notturna a Scalfaro dovrà indicare che la situazione è ad un punto delicato e la fiducia sarà chiesta domattina.
Nicoletta sta cucendo e la serata prosegue nell'opera di controllo dei compiti di scuola di Daniele, nei preparativi per domani, per non essere presi dall'ansia appena svegli. È un tentativo.
L'ultima notizia da Roma ribalta ancora una volta la situazione : Prodi non va da Scalfaro e parlerà al senato dopo averci dormito sopra.
Si fa sempre più strada l'idea che la trattativa per scongiurare la crisi abbia bisogno di essere approfondita, ma che le aperture ci siano.
Berlusconi scornato svilisce il tutto con il marchio della manfrina.
Sopra il parlamento diluvia.

08-10-97
Qual'è la fermata per i sogni in una notte di riposo ininterrotto?
La mia mente comincia a chiedere che ore sono e alle sei mi sveglio.
Rilassato.
La giornata va a migliorare dopo le piogge dei giorni precedenti.
Mi aspetta lo sportello con le cento e passa relazioni sociali.
La linea con il centro elettronico per l'archivio informatico nazionale cade come tutti i giorni da qualche tempo. A Roma arrivano i tecnici americani, li hanno chiamati per risolvere i problemi di collegamento.
Questa eè l'ultima notizia che mi dà la collega delle pensioni.
Incredulo mi viene da dire:
- Saranno i tecnici della Nasa! -
Vorrei aggiungere qualcosa che si aprono le porte esterne. Fa il suo ingresso un signore con un naso di notevoli dimensioni, sormontato da un paio d'occhiali.
Non mi resta che sperare di non essere stato ascoltato.
È sfibrante portarsi allo stacco di mezza mattina.
Un quarto d'ora di respiro.
Passo prima nell'ufficio del fax per vedere se c'è qualcosa per me.
Non c'è niente e salgo in ufficio.
Riesco a captare qualche battuta del microfono aperto alla radio. Il conduttore sta tirando le somme degli interventi della mattinata: - Sarà anche la crisi più pazza del mondo ma gli ascoltatori hanno capito le ragioni, di una parte e dell'altra... -
Con le luci del giorno anche le nuove sicurezze se ne vanno e subentra il dubbio, anzi la certezza del fallimento.
Perchè non costruirsi una nicchia culturale, ideale per sfuggire al mondo dei banchieri come gli eremiti o come nei conventi? Fuggivano davanti alle ondate delle invasioni barbariche.
Accantono questa riflessione per sfogliare un giornale.
Novità sulla situazione politica: è il momento, questo pomeriggio, dell'ottimismo. Sull'orizzonte del tramonto bassi sbuffi di un rosa confetto.
Capto un'intervista in diretta dal Transatlantico per Radio Popolare e il presidente di Rifondazione annacqua l'ottimismo: - Ci sono chiacchiere, incontri, dibattiti. Aspettiamo i fatti. -
Anche una nuova sfumatura polemica lampeggia sulla crisi : è meglio il sindacato o Bertinotti?
La situazione è tesa, adrenalinica in attesa delle carte di Prodi.

A sud della politica.

È inutile
portare a casa un'ombra
e provare a parlar con lei,
è inutile
cercar la differenza
tra la destra e la sinistra che non c'è.
è un vuoto che
non si riempie
ma mi spezza il cuore a metà
e se pensi che
non faccia niente
ti corre lontana la verità.
È più facile
lasciarsi far dall'onda
e cantar nel vento ai marinai
è più facile
fidarsi delle stelle
sulla strada in solitaria libertà,
è un gioco da
tener presente
se si fanno i conti con l'età.
Mostra il pugno
alla coscienza
che paga il prezzo
la società.
C'è l'alba al balcone
prendila come vien.
Spegni la televisione
che forse ti convien...


09-10-97
Ho appena cominciato a salire le scale che un gran vociare mi accoglie e mi accompagna fino in cima, al secondo piano.
Antonio e Nicola stanno discutendo animatamente, seduti uno di fianco all'altro.
La situazione è tale che non posso fare finta di nulla.
- State discutendo? -
Mi introduco delicatamente... - Ancora un po' e veniamo alle mani! -
Feriscono più le parole delle spade deve essere il suo motto.
È chiaro che stanno cercando un responsabile su cui gettare il peso dell'eventuale crisi.
Torno al mio lavoro e le ultime parole che capto sono:
- Per me Rifo ha sbagliato quando abbiamo accettato la finanziaria da 100.000 miliardi. -
Il vicesindaco si sente spiazzato.
- Così passava la finanziaria di Berlusconi! - si sente ribattere.

Sto pensoso davanti ad una pratica che devo risolvere quando finisce l'alterco.
Rimane sospeso in aria per qualche minuto un borbottio.
Mi attacco al telefono e cerco il signor Leone che è in debito con me di una telefonata da quattromilioni e mezzo.
La segretaria mi annuncia che oggi non lo troverò ma ci sarà domani.
Il Sasso rimbalza sul muro di gomma.
La mattinata continua con casi contorti e disperati.
Sono sempre milioni che ballano.
Cinque minuti prima di mezzogiorno accendo la radio con la paura che mi possa fare male.
Subito squilla il telefono.
Non è il momento adatto per l'ascolto... quando con Prodi inizia la diretta.
Una ditta ha anticipato soldi che non doveva dare. Una mezz'oretta di discussioni per stabilire che all'ufficio paga hanno fatto un pasticcio che io non posso raddrizzare.
Finisce la telefonata e la mattinata.
Il pranzo mi aspetta.
Mi sintonizzo dall'autoradio e la voce del presidente del Consiglio, al di là dei contenuti che sono gli stessi di ieri, fa il verso a Bertinotti.
Non riesco a capire se sia triste o abbia ingoiato un rospo quando cita operai e malati da aiutare.
Spengo, parcheggio e entro in casa per pranzo.
Tolgo la giacca e guardo mia moglie.
- Nico, c'è Prodi in diretta. Non stai ascoltando? -
La lucina rossa dell'impianto stereo sulla mensola della cucina è spenta.
Con una mossa alzo lo scatto.
Il mio amore si vuole informare subito.
- Cosa ha detto? -
- Ha detto sì alle 35 ore, alle esenzioni per i malati cronici e al lavoro...
Sono già seduto al mio posto con lei in piedi di fronte, ottimista.
- Sono emozionata... forse riusciamo a portare a casa qualcosa!
Prodi sta concludendo.
- ... oppure presenterò le dimissioni.-
Nicoletta passa in sala a chiamare Fiorella e quando torna, questione di secondi, ho già una brutta notizia per lei.
- Hanno le facce scure quelli di Rifondazione! -
Non ci può credere.
- Perché? - Il discorso non li ha convinti fino in fondo. -
Ascoltiamo i commentatori che parlano di drammatizzazione.
- Allora si va alle elezioni? -
Io non voglio farmi prendere dalla situazione.
- Va bene qualunque cosa, si o no. -
Non voglio guastarmi la digestione con una somatizzazione; ne ho già abbastanza della fretta per stare nei tempi dell'orario di lavoro.

Dopo un intervallo di un'ora si va al dibattito finale.

Sono le tredici e trentacinque.
Uno strano ritardo prende spazio.
...i conduttori della trasmissione dallo studio anticipano che le previsioni sono nere, non c'è ancora una posizione ufficiale ma dalle mezze dichiarazioni...

Arriva l'annuncio del no interrotto da una telefonata con Dario Fo, fresco premio nobel per la letteraura.

- Dario... dove sei? In fondo a un pozzo? -
Una voce conosciuta gli si arrampica tra l'ugola.
- Sono sull'autostrada Roma - Milano... -
- Quando hai saputo... -
- Ero con Ambra per un'intervista e un amico mi sorpassa in macchina con un cartello "HAI VINTO IL NOBEL". Sono contento... che posso dire? -
- Complimenti... abbiamo un'altra notizia: il no di Rifondazione... -
L'eminentissimo esponente della cultura nostrana non si trattiene:
- Cade...? Cade...? -
e il grande sghignazzo ha inizio
.
Proprio così: una grassa risata seppelisce Prodi.

Con la confusione che cresce l'anarco comunista saluta:
- Non capisco più niente... ciao vi bacio... vi saluto.-

È destino che non possa ascoltare di più perché sono allo sportello.
Acceso il terminale mi alzo per aprire al pubblico.
Nel rientrare qualcosa non funziona nella fotocellula e la porta di sinistra mi si chiude sulla faccia all'altezza dello zigomo.
Che botta mi sono preso!
Un ragazzo che mi sta accanto allunga una mano per prendermi il braccio ma non ne ho bisogno.
Riesco a stare in piedi da solo anche se ho la sensazione di un fastidioso mal di denti.
Sto attento un momento per vedere se mi prende la commozione... poi la decisione è di resistere e ricomincia la sarabanda.
Tra la gente che viene allo sportello questo pomeriggio i commenti sulla crisi si intrecciano ai loro interessi personali.
La gente manifesta la delusione per essere arrivati ad un passo da...
Io faccio un salto alla mia scrivania al secondo piano per consultare un fascicolo e approfitto per un aggiornamento.
- ...mi avvicino a Marini...
...prova a chiedergli cosa pensa... -
- Oggi no! -
-... se ne sta andando. Il mediatore incaricato è accigliato... fuma nervoso il sigaro. Adesso si è fermato in a mezzo ad altri deputati e parlano tra di loro... -
Il direttore legge una notizia d'agenzia:
- ... la borsa è a meno 2,5... -
Tempo di trovare i dati che cercavo e la borsa è a meno 3,2.

continua 7

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