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Parole e musica... Sulla Bandiera

Troppa elettricità non conviene.
Certo è meglio il mambo.

Sto ancora grattando le ultime note sulla chitarra, per finire di accordare in armonia le parole e la melodia, che mi sento chiamare.
Sollevo gli occhi dal quaderno e noto, affacciati alla porta della sala, i miei figli risucchiati fin lì nel primo sonno dall'onda d'urto della passione creativa.
- Bella pa', ma sai che ora è? -
Non ho proprio idea dei numeri da dare.
- È l'ora che l'inquilino di sopra ti batte sul pavimento... -
Vita da condominio!
Si può mettere sotto chiave l'ispirazione per domani?
Questa notte sogno mio nonno che vuole convincermi a studiare la fisarmonica.
Sta cercando di passarmi il suo testamento musicale.
Lui suona violino e clarino.
Per il mio carattere e predisposizione vede meglio la fisa, come la chiamava, perché è in grado di passare dal popolare al moderno.
Ecco allora che lancio le mie dita in arabeschi voluttuosi per fare ballare e divertire la compagnia...
vistose amanti volteggianti con i loro cavalieri... rumore... grida... colore... fiori su folli vestiti e collane.
Il vino è febbre in sintonia con la musica.
Il dolce gioco non vuole finire.

Il quartiere dove abito sembra un vasto giardino tra canaloni artificiali di alti palazzi.
Le macchine, parcheggiate anche sopra ai marciapiedi, col tempo sono diventate parte integrante del paesaggio.
Ancora dominano il verde e le macchie di colore. Solo in alto il grigio del cielo soffoca l'azzurro.
L'aria si muove frescolina e pochi raggi si infiltrano a riscaldare. Il sole ha la luminosità di una lampadina immersa nell'acqua.
Questa mattinata è certo l'avvisaglia dell'autunno che, secondo il canone, deve iniziare tra qualche giorno.
Mentre dal balcone osservo e faccio le mie considerazioni intravedo Piero che si reca in ufficio.
Lo saluto.
- Aspetta che arrivo. -
Non abbiamo ancora avuto occasione di scambiare quattro chiacchiere dalle ferie.
- Ciao, come va? -
- Ciao. -
- Cosa mi racconti? -
- Di che genere, l'universo... -
- Beh, sui problemi ambientali. -
- In Indonesia stanno bruciando le foreste ... -
- Un po' più in piccolo, nella nostra zona ... -
- Non succede niente. -
- Allora sono in linea. -
Non è che si può scegliere! A volte è questo il nostro modo di attaccare discorso, direi surreale e per oggi va così.
- Abbiamo una riunione il tre ottobre, c'è sui giornali ... -
- Mi ha telefonato Angelo ieri sera. -
- Poi c'è la riunione del ventisette. -
- Sì. Senti... il cogeneratore è fermo? Sembra che ci sia stato un guasto alle turbine quando l'hanno provato, mi sembra a Luglio. -
- Non solo è fermo ma non sanno neppure cosa farne. Il nuovo padrone della cartiera ha fatto un sopralluogo e davanti alla ciminiera ha detto: "Che cos'è questo? Un cogeneratore? Io mi faccio il mio!"
Ci siamo messi paura! Ne vuole fare un altro! Invece voleva dire che non sa cosa farsene di sessanta megawatt, alla fabbrica ne bastano dieci. Abbiamo pensato di impacchettarlo e di regalarlo al Sindaco di Boffalora. -
Languida e carica come un mambo, la mia idea di abbattere il Petrolchimico e di costruirci sopra una pista di alianti si mette in sintonia.
Non ho tempo di approfondire con lui perché deve essere preso dal lavoro.
- Adesso vado che mi aspettano. Ti lascio il volantino da leggere. -

Hanno fatto le cose in grande stavolta! Non solo per il titolo bello,evidente:
La Centrale Termica SAFFA (COGENERATORE) È INUTILE!
Anche la carta è di prima qualità, giallo paglierino e consistente.
Mi viene voglia di un tè.
- Nicoletta - mia moglie è concentrata sulla preparazione della lezione di domani - mi faccio un tè, lo vuoi? -
Doppio tè. Intanto comincio a informarmi.

"I fatti dimostrano che la centrale termica costruita nei pressi dell'abitato di Boffalora è stata ed è una disgrazia, non solo per i cittadini del magentino ma anche per la SONDEL (proprietaria) e per l'amministrazione comunale di Boffalora, che ha dato la concessione edilizia (non è vero che il Comune non poteva fare nulla; Santa Giustina di Belluno e Jesi si sono opposti e le centrali simili a quelle di Boffalora non si sono costruite).
Nel luglio del 1997 i titoli in Borsa di Sondel hanno subito un crollo quando ENEL ha annunciato (giustamente) che non avrebbe più ritirato le eccedenze di energia elettrica prodotte dai privati in quanto l'energia degli autoproduttori (SONDEL - EDISON - ecc.) costa 104 lire al Kilowattora ed attualmente l'ENEL è autosufficiente e si può permettere di non acquistare all'estero energia elettrica al prezzo di 29 lire al Kilowattora!!!"

Borsa e Sondel mi fanno ricordare qualche ritaglio che ho messo da parte. Vado a cercarlo.
Attenzione! Spengo il gas che l'acqua è bollente. Ci metto qualche fogliolina di menta e mescolo, soffio sul fumo.
Trovato.
In coda all'articolo "Sondel sostiene i conti della Falck. Sul bilancio pesa l'incognita Enel" del Sole 24 Ore (sbadatamente non ho riportato la data ma si capisce che è del mese di Luglio 1997) si legge:
"L'andamento gestionale nel secondo semestre, afferma la società, è previsto positivo ma sarà legato, nel settore energia, alla controversia con Enel sul ritiro eccedenze..."
Doppia curiosità: mentre cercavo questa notizia, mi salta agli occhi anche l'annuncio della decisione dell'Enel, inserita nel volantino che sto leggendo: "L'Enel blocca tutti gli acquisti del surplus elettrico dai privati."
Il bello è che questo articolo si trova sul Sole 24 Ore di Giovedì 24 luglio 1997, dove ho pescato anche le notizie sulla grave carica inquinante della raffineria di Trecate!
Sto finendo di gustarmi tè e menta che torna mia figlia:
- È venuto Leone di Bergamo. Ieri . Scusa se mi sono dimenticata. -
- E chi è Leone di Bergamo? -
Butta lì mia moglie levandomi la stessa domanda di bocca!
- Ma... mi ha detto che si chiama così. -
- Quando è stato qui? -
- Quando eravate fuori a fare la spesa, verso le sei. -
- Com'è ? -
- Gli ho parlato al citofono. Ha un accento meridionale...mi ha detto di dirti che è passato Leone di Bergamo.
Mi viene in mente un Leo che lavorava con me, ma è andato ad abitare negli Abruzzi.
- Cosa voleva? -
- Ha chiesto di te e poi della mamma. Gli ho detto che non c'eravate e di provare domani sera...cioé stasera.-
Nicoletta ed io ci guardiamo in faccia con espressione interlocutoria.
Dopo un attimo penso al Leone di San Marco, che ha portato il suo sguardo a Ovest. Di questi tempi i giornali e le televisioni sono pieni di arie e leggende etniche.

continua 3

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