Tutte le strade portano al Parco del Ticino
Il presidente del Parco Milena Bertani si impegna per uno studio di valutazione ambientale
da "Vivimilano" del 3/03/2004
Articolo di Giovanna Maria Fagnani
La Boffalora-Malpensa, la Magenta-Tangenziale Ovest e la Pedemontana.
Poi la linea del Treno ad alta velocità, un nuovo binario fra Novara, Saronno e Malpensa
e una nuova linea fra l'aeroporto e Gallarate, che connetta l'hub alle linee per Luino, Chiasso e
Domodossola.
E infine il raddoppio della Milano-Mortara, con il nuovo ponte sul Ticino e l'adeguamento della
statale del Sempione.
Otto cantieri per nuove strade e ferrovie, la maggior parte giustificate da Anas e Regione Lombardia
come "necessarie allo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa", si apriranno nei prossimi anni sul territorio
del Parco del Ticino.
Uno studio unitario sulla necessità di tutte queste infrastrutture, però, non è mai stato
eseguito.
Allora, a farlo ci penserà la direzione del Parco, che in primavera, su mandato dei 47 comuni che
fanno parte del consorzio, commissionerà a un team di esperti uno studio di valutazione ambientale
strategica, del costo di circa 300 mila euro, per valutare l'effettiva richiesta di mobilità e di
trasporto delle merci nell'area di Malpensa e su tutto il territorio della valle del Ticino.
Lo ha annunciato il presidente del Parco, Milena Bertani, alla vigilia dell'avvio dei festeggiamenti per i
30 anni di vita dell'area protetta (programma sul sito www. parcoticino.it).
"Negli ultimi mesi ci hanno presentato vari progetti di nuovi collegamenti ferroviari con l'aeroporto.
Allora ci siamo chiesti: se tutte le ferrovie fossero realizzate e le merci viaggiassero sui binari,
servirebbero anche le nuove strade? spiega la Bertani. Malpensa è molto importante nel sistema
aeroportuale italiano. Però, se per anni abbiamo dovuto tamponare gli effetti del suo ampliamento
sull'ecosistema del parco, stavolta abbiamo scelto di prendere l'iniziativa, per poterci esprimere sui
progetti che possono funzionare e su quelli per i quali bisogna cercare una soluzione alternativa".
Il Parco colmerà così una lacuna che dura dal 1986, quando fu approvato il primo piano regolatore
dell'aeroporto, concepito per il transito di 10 milioni di passeggeri l'anno. Oggi sono più di
21 milioni.
Contattata da failacosagiusta la giornalista Giovanna Maria Fagnani ha approfondito la notizia:
"Se ne dovrebbe parlare nella prossima assemblea dei sindaci, che deve dare il placet per investire i
soldi a bilancio su questa iniziativa, proposta proprio da alcuni di loro.
La Bertani mi ha confermato che lo studio analizzerà la domanda di mobilità della zona del Varesotto,
le modalità del trasporto delle merci, l'inquinamento prodotto, il plusvalore economico previsto per
le attività che avranno + collegamenti con Milano ma anche il disvalore per il mercato edilizio per
la diminuzione della bellezza del paesaggio.
Sarà uno studio impegnativo, che durerà almeno un anno e i risultati saranno costantemente
trasmessi alla Regione."