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Alla faccia della Diossina

"Caso Caffaro": è emerso un forte e diffuso inquinamento da PCB e diossine

posso uscire? ASM BRESCIA LA PALMA D'ORO DELL'INCENERITORE PIÙ GRANDE D'EUROPA

L'impatto sanitario: L'INCENERITORE "PULISCE" L'ARIA DI BRESCIA !
Questa è l'assurda affermazione che abbiamo ripetutamente sentito fare: propagandata dall'Asm, ripetuta senza pudore da alcuni esponenti di spicco del Comune.

È stata smentita dalla pessima qualità dell'aria che si registra costantemente nella nostra città e che ha raggiunto nell'inverno scorso dei picchi così negativi da meritare i titoli dei quotidiani nazionali:
"è Brescia la città più inquinata d'Italia".
Ebbene nel 2001 su 275 giorni di rilevamento si sono registrati ben 157 giorni di supero dei livelli di attenzione e 66 di quelli di allarme (nei primi 76 giorni del 2004 vi sono stati 41 giorni di supero delle soglie di attenzione!).

Ma perché tirare in ballo l'inceneritore se di solito questi inquinanti sono prevalentemente associati al traffico veicolare in particolare dei motori diesel?
Innanzitutto perché i rifiuti sono un pessimo combustibile: a questo proposito la perizia di collaudo dell'impianto, eseguita nel novembre '99 dalla Provincia, dice esplicitamente: "Il rifiuto è tutt'altro che un combustibile ideale; le impurezze che lo accompagnano generano dei prodotti di combustione che possono inquinare l'ambiente".
Studi scientifici del particolato emesso da inceneritori con sistemi di trattamento delle emissioni come quello bresciano rilevano che vi sarebbero alte concentrazioni di polveri sottili e ultrasottili: per l'impianto di Brescia si tratta di oltre 1 tonnellata (1.000 miliardi di microgrammi) di polveri (ultrafini?) all'anno. A queste vanno aggiunte anche il particolato secondario, che si forma cioé nell'aria in seguito a reazioni delle sostanze emesse con i composti presenti nell'aria stessa e 300 kg di PM10 di PM10 di emissioni per ciascuna linea per i non meno di 60.000 autocarri che movimentano i materiali!
Non solo, le emissioni dell'inceneritore sono particolarmente rilevanti anche se confrontate con i 58 maggiori camini industriali di Brescia

Emissioni annue in kg di composti che danno origine a particolato fine secondario
Inquinante Emissioni di tutti i 158 camini industriali di Brescia (Asm esclusa) Emissioni dell'inceneritore Asm(media dei dati Asm, Arpa e Negri)
NOx 148.754 270.000
NH3 1.508 77.000
HCl 539 52.000
SOx 72.231 37.000

LE MAGGIORI CRITICITÀ: PCB E DIOSSINE.

Ed ora veniamo alle emissioni dei microinquinanti PCB e diossine, sulla cui elevata tossicità non ci si sofferma se non per dire che l'U.E. ribadisce che già ora buona parte della popolazione europea assume dosi di questi composti per effetto dell'inquinamento di fondo superiori alla dose stimata a rischio (seppure dovessimo dare per acquisito questo concetto) e che quindi bisogna ridurne l'inquinamento e le fonti di emissione.
La questione, di per sé controversa, a Brescia lo è in misura ancor più evidente a causa del gravissimo inquinamento storico che interessa la Città ed assume una valenza dirompente.
Brescia è balzata agli onori della cronaca nazionale per il "Caso Caffaro": è emerso un forte e diffuso inquinamento da PCB e diossine paragonabile alla vicenda di Seveso.

Ebbene a questo inquinamento preesistente si aggiunge ora una ulteriore nuova sorgente aggiuntiva a quelle esistenti: l'inceneritore.
In questo quadro le emissioni di diossine dell'inceneritore Asm di Brescia, "misurate" due volte all'anno, sarebbero già ad un livello critico (0,0053 e 0,0141 ng/m3 nell'aprile 2002; 0,009 e 0,0113 ng/m3 nel giugno 2002).
Ma quante diossine e PCB escono in un anno veicolate dai 3 miliradi di metri cubi di aria del camino (senza contare poi quelli delle scorie e polveri leggere)?
È molto difficile dirlo con esattezza perché in questo caso, a differenza di altri inquinanti, come gli NOx, i controlli non sono in continuo o a periodicità ravvicinata, ma avvengono in due campagne all'anno ed è del tutto arbitrario e scientificamente infondato considerare una misura effettuata per 8 ore, 2 o 4 volte all'anno, come reale per gli altri 300 giorni di funzionamento dell'impianto: sia perché nei giorni di rilevamento del Negri l'impianto è condotto al massimo dell'efficienza per il contenimento delle emissioni, sia perché questa efficienza dipende dal rispetto delle "procedure di manutenzione ordinaria e straordinaria", mentre in certi casi si possono verificare "situazioni di anomalie".
In proposito alcuni studi hanno messo fortemente in dubbio la rappresentatività di misure di breve periodo mentre misurazioni in continuo hanno rilevato emissioni di diossine di 30-50 volte più elevate.

Leggi la PRIMA parte COME TI DISTRUGGO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

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