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Tra SUV e TAV ci perdiamo il SOL

Riflessioni sul rapace uso del suolo e dell'energia

Italia mia, benché 'l parlar sia indarno
Sulla sinistra i lavori per la nuova uscita della tangenziale di Torino all'altezza del centro commerciale "La Certosa" a soli 800 m dalle due uscite già esistenti (giugno 2004)
Foto e articolo da www.nimbus.it


Di questi tempi, in Italia, la corsa all'uso sconsiderato e illimitato delle risorse naturali ha subito una vistosa accelerazione che si palesa in particolare con un consumo di fertili suoli agrari e un incremento nello spreco energetico, con gravi conseguenze sul territorio, sul paesaggio e sul clima.
SUV (Sport Utility Vehicles=grosse auto fuoristrada) e TAV (Treni ad alta velocità) sono due elementi simbolici per comprendere la dilagante perdita di SOL (dal latino solum, suffisso della nomenclatura impiegata in pedologia "la scienza dei suoli" per definire il genere di suolo).
Questo processo di sviluppo rapace e disordinato fu caratteristico anche degli anni 1950-70 sulla spinta del boom economico del dopoguerra.
Furono fatti errori clamorosi, di gusto e di razionalità, come per tutti denunciò Calvino nel breve romanzo "La speculazione edilizia", del 1957. Errori che pesano, ma giustificabili agli occhi della storia nel quadro della conquista di un livello accettabile di benessere distribuito, con l'uscita di un paese rurale in gran parte ancora alla fame e l'ingresso nel novero delle nazioni europee sviluppate.
Oggi abbiamo tutti la pancia ben piena, il benessere è stato sostituito dall'opulenza, dal lusso sfrenato e dal trionfo del superfluo.
Per questo quegli stessi errori, che pur descritti e compresi in mille modi, continuano a imperare, oggi non sono più tollerabili.
Come ben mostra Francesco Erbani in quel libro nutrito di "ragionevole pessimismo" che è "L'Italia maltrattata".

Leggi il primo capitolo Un amore fin per le borragini e le ortiche
Leggi il secondo capitolo Operazione Assalto al suolo: missione compiuta
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