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In auto, in bus e bici verso la metropoli: chi arriverà prima?

Vivere aggrappati ad un temporale, o esibirsi nella danza della pioggia ogni volta che lo smog sale

Riferimento Il Rile di Muggiano
La palese soddisfazione dei tre protagonisti al termine della sfida
foto: Il Rile di Muggiano

LA SFIDA IMPOSSIBILE


Sentiamo il parere dei protagonisti: Elio Signorini, il più "fortunato" con l'auto.

"L'idea di confrontare i tempi di percorrenza con tre mezzi di trasporto diversi ed una meta comune, era da un po' di tempo che girava in redazione e l'occasione è venuta in un giorno feriale quando in tre ci siamo trovati a compiere questo test. Andrea Ferrari con l'autobus, Marco Rossetti in bicicletta ed io con la mia auto.
Ci incontriamo al punto di partenza stabilito ed aspettiamo una decina di minuti l'arrivo del mezzo pubblico, poi Andrea sale sull'autobus. È il segnale di partenza: Marco salta sulla sua bicicletta ed io, con uno scatto degno di un "drive" di Le Mans, salto a bordo della mia Polo... e via! Naturalmente regola accordata tra noi è quella di rispettare, lungo il percorso, tutte le norme del codice della strada. Supero Marco in bicicletta all'altezza del fontanile Rile...
Segui fino in fondo la PROVA DI ELIO IN AUTO

Bravo Elio una cronaca precisa che rende bene l'idea del tuo viaggio!
Sentiamo il parere ora di Andrea, al suo battesimo del fuoco in un test sul campo
.

"Sono quasi le dieci e trenta, mentre Marco sta immortalando il momento con la sua fedele digitale, quando il nostro test ha inizio proprio nel momento in cui salgo sul bus che è appena arrivato (la 63) ed Elio è lì, in bella posa, tra la bicicletta e la sua auto. Il mio viaggio ha subito inizio: si vede che l'autista deve recuperare qualche minuto di ritardo. L'autobus non è pieno ma ...
Stai comodo e chiacchera con ANDREA IN AUTOBUS

E Marco... è ancora là intento a curiosare i passanti?

"Devo essere sincero... sono il più sfortunato: una bella brinata sembra aver innevato i giardini e le campagne, il freddo è pungente, il tiepido sole riesce a fare ben poco. Ma non importa, sono vestito bene, cappellino di lana, sciarpa, guanti non possono che spingermi con irremovibile entusiasmo a partecipare a questa avventura.
Una volta, al liceo, andavo a scuola tutte le mattine in bicicletta anche d'inverno, ero più abituato... ora mi sento un po' impacciato, ma salgo sulla mountain bike deciso ad arrivare in fondo. Partiamo: già sono ultimo
...
Ascolta la storia del temerario MARCO E IL SUO VELOXIPEDE

Bravi tutti e tre, non c'è dubbio, con un bilancio finale che non premia nessuno in particolare, come giustamente era l'obbiettivo del test, quanto, piuttosto, evidenzia una carenza strutturale a livello territoriale.
Pur avendone gli spazi nel tratto preso in considerazione, non esiste uno straccio di percorso protetto per le biciclette, con una spesa minima ed una politica corretta, qualche auto si potrebbe togliere dalle strade in questo modo
Per gli irriducibili dell'automobile o per quelli che arrivano da lontano: perché far pagare il parcheggio sotterraneo che, poco o tanto che sia, altro non è che un deterrente a non lasciare la macchina nel parcheggio sotterraneo?
Il risultato è sosta selvaggia. Andrea ha notato una cosa importante: molti stranieri sui mezzi pubblici che indubbiamente rendono la città simbolo di una multietnicità al pari della altre capitali, ma che sottolineano anche quanto i milanesi cerchino di abbandonare il servizio pubblico. Perché?

Forse è giunto il momento di affrontare la questione con serietà a livello politico.

Andrea Ferrari
Elio Signorini
Marco Rossetti
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