
da: La piazza di Trecate on line (prima parte)
Giovedì 1 Luglio è una data importante per quanti si battono contro il nuovo pozzo che l'Eni
vorrebbe aprire tra Trecate e Sozzago: è
in programma infatti una ispezione sull'area denominata "Buscaglino
1" con Eni, Arpa, Asl, Provincia, Regione e i comuni interessati.
È
uno dei risultati della Conferenza dei servizi che si è tenuta il 26 maggio a Torino, che per
altro ha visto passare la linea adottata da Trecate e Sozzago, congiuntamente con l'ente Provincia:
la conferenza
ha deciso di approvare la richiesta di aprire un'inchiesta pubblica.
Un esperto per ciascuna delle istituzioni (per la Regione, un geologo; per la Provincia, il responsabile protezione
civile Alberto Ventura; per il Comune di Trecate, ancora non è stato fatto alcun nome) dovrà compiere
un'attenta valutazione dei vantaggi e degli svantaggi che il nuovo pozzo potrebbe portare, prendendo in considerazione
gli aspetti sociali, economici e ambientali.
Il Comune di Trecate, per altro, si è mosso anche in un'altra direzione, cercando di trovare tutti i modi con
i quali
impedire all'Eni di portare a compimento i propri disegni.
Trecate ha infatti dato il suo importante contributo per far nascere il "
Piano di zona Ovest Ticino di salvaguardia
e valorizzazione agricola" nato dalla collaborazione di Trecate, Sozzago, Romentino e Novara.
In totale, 2.824
ettari di terreno intoccabili (1.443 ettari sono di Novara; 779 di Trecate; 506 di Sozzago e 96 di Romentino).
Lo scopo, mai nascosto, è quello di far sì
che in futuro possa diventare una area protetta come quella
del Parco del Ticino.
"La volontà di istituire questo parco nasce - spiega l'assessore all'urbanistica di Trecate Antonella Marchi -
prima che Eni mostrasse interesse per nuove trivellazioni. Oltre alla salvaguardia ambientale, mirerà alla
valorizzazione del patrimonio rurale".
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