Comunicato stampa Bruxelles, 17 marzo 2004
SINDACI, COMITATI E AMBIENTALISTI A BRUXELLES
UN APPELLO A PRODI, DE PALACIO, MONTI E WALLSTROM
"SULLE OPERE STRATEGICHE ESISTE UN CASO ITALIA"
"Esiste un Caso Italia sulle infrastrutture strategiche e il Parlamento europeo, con il voto dell'11 marzo che
ha cancellato, sulla base di un emendamento dei Verdi, il ponte sullo Stretto di Messina sulle opere strategiche
e chiesto il rispetto della normativa sulla valutazione di impatto ambientale (VIA), ha fatto bene a evidenziarlo.
Rivolgiamo un appello alla Commissione europea e al Consiglio dei Ministri UE perché venga confermato nella
decisione finale l'orientamento del Parlamento e perché venga dedicata
particolare attenzione alle politiche
e alle scelte del Governo italiano, in violazione delle normative comunitarie sulla VIA e sugli appalti,
per il mancato rispetto dei vincoli economici del Patto di stabilità e delle regole della Convenzione
internazionale per la protezione delle Alpi."
A sostenerlo sono una
delegazione di 50 tra ambientalisti (WWF e Legambiente), comitati dei cittadini
(che contrastano la realizzazione delle varie tratte ad Alta velocità ferroviaria e i progetti autostradali)
e sindaci (dei coordinamenti del Nord Ovest e del Nord Est contro l'AV e sulla Bre-Be-Mi),
che si sono
incontrati con i funzionari della Commissione europea delle Direzioni Generali Trasporti, Ambiente e Mercato
Interno e con esponenti del Parlamento europeo, grazie all'organizzazione del capogruppo dei Verdi europei
Monica Frassoni.
La delegazione sottolinea l'importanza del voto del Parlamento europeo anche per gli aspetti che riguardano
l'introduzione nelle linee generali del programma TEN (Reti transeuropee) del ruolo di coordinamento e
supervisione della Commissione sull'applicazione della VIA e della Valutazione Ambientale Strategica negli
Stati membri e sulla regola che porta alla cancellazione di quei progetti individuati nel programma che
producano "effetti indesiderati sul piano sociale, economico e ambientale".
In particolare la delegazione italiana ricorda che:
-
Applicazione dalla VIA e della VAS - Sono oltre 80 i progetti che sono stati presentati all'approvazione dei
ministeri competenti, una ventina dei quali hanno già superato il giudizio di compatibilità
ambientale.
Questo senza che il Primo programma delle opere strategiche (Delibera CIPE n. 121/2001) sia stato sottoposto
alla VAS (Direttiva 42/2001/CE) e senza che vengano rispettati gli standard tecnici e le regole sulla
partecipazione e sull'informazione dei cittadini (Direttiva 97/11/CE) e senza che venga tenuto in alcuna
considerazione i principi di integrazione e sussidiarietà per gli enti locali (in particolare per i Comuni),
stabiliti dal Trattato CE
-
Finanziamenti e Patto di stabilità - I finanziamenti pubblici realmente disponibili per la progettazione e
realizzazione delle opere strategiche nel periodo 2004-2006 sono 9.5 miliardi di euro, quando il Governo
italiano avrebbe già dovuto reperire 50 miliardi di euro tra contributi pubblici e privati.
Questa divaricazione fra i risultati attesi e quelli reali induce il Governo italiano a ricorrere alla
costituzione di SpA interamente pubbliche che gli consentano di portare la spesa sulle infrastrutture
fuori dai conti dello Stato, violando i vincoli di bilancio richiesti su scala comunitaria dal Patto di
stabilità
-
Tutela delle Alpi - Il documento del gruppo di lavoro Van Miert, incaricato dalla Commissione della
redazione del programma TEN, fa esplicito riferimento alla Convenzione internazionale per la protezione
delle Alpi, che prevede il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia e inibisce la costruzione
di nuovi assi autostradali transalpini. Il Governo italiano ha deciso di non ratificare il Protocollo
Trasporti della Convenzione, che contempla questi obiettivi, e pur di realizzare nuove autostrade
(Cuneo-Nizza, Asse Tirreno-Brennero e Alemagna - continuazione dell'A 27) rischia di essere penalizzato
dalla CE per il contrasto con la Convenzione e con il Libro bianco UE sui trasporti
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