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Ogm, agricoltori canadesi contro la Monsanto. Un nuovo fronte Americano

Temono di perdere il mercato Europeo che vuole farine veraci

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cascina di corsico
Ogm, agricoltori canadesi contro la Monsanto.
Sono contrari all'introduzione del frumento modificato per uso alimentare. Una lettera al convegno di Roma

SA. M.
ROMA

Non ci sono solo le associazioni ambientaliste a mobilitarsi contro il grano gm.
Questa volta la "battaglia" ha coinvolto anche gli agricoltori canadesi, terrorizzati dall'idea di perdere i loro acquirenti al di qua dell'oceano qualora il governo decidesse di permettere alla Monsanto la vendita di un frumento Roundup Ready destinato ai prodotti alimentari.

La notizia era già circolata nei giorni precedenti al convegno "Grano o grane" organizzato ieri a Roma dal Consiglio dei diritti genetici. E la riunione ospitata dal ministero dell'agricoltura ha specificato meglio i termini della questione.

Da alcuni mesi la Monsanto ha presentato la richiesta per produrre un frumento gm destinato alla alimentazione umana sia in Canada che negli Stati uniti. Ovvero nei due stati da cui l'Italia compra la maggior parte di quei due terzi dei 9 milioni di tonnellate che rappresentano il nostro fabbisogno annuale di farina.

Un passo che gli storici della battaglia contro gli ogm si aspettavano da tempo.
La novità però è che contro questa proposta si stanno muovendo pezzi importanti dell'industria alimentare sia sul nostro stivale che dall'altra parte dell'Atlantico. Accade così che Antonio Costato, rappresentante della Grandi molini italiani (azienda che macina il 13% del frumento utilizzato nel nostro paese) ieri abbia usato poche parole per dire che "non è un problema di costi. Se ai nostri acquirenti proponiamo farina gm anche a prezzi ridotti loro rispondono semplicemente che non se ne parla". Accanto a lui fanno discorsi altrettanto duri i rappresentanti della Galbusera, quelli dell'Associazione dei consorzi alimentari, e Italmopa, il ramo dei mugnai federati a Confindustria.

E dall'altro lato dell'oceano ha battuto un colpo anche la Cwb (Commissione canadese del frumento) per dire ai partecipanti al convegno che "numerosi attori industriali canadesi hanno richiesto che il sistema regolatorio nazionale per l'approvazione del grano transgenico diventi ancora più rigoroso". "È un primo passo" conclude Luca Colombo, organizzatore del progetto, "ma il fatto che si siano mobilitati gli industriali lascia ben sperare".
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