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Storie NO TAV di gente comune

Valsusa: è solo un problema di localismo?

salta su LA VAL SUSA DICE NO TAV, GRAZIE - di Davide Pelanda
Martedì, 25 maggio @ 04:00:00 CEST

Allora è deciso. L'Italia e la Francia, entro il 2018, avranno il loro collegamento ferroviario ad Alta Velocità.
Per la tanto contestata linea TAV/TAC (Treno ad Alta Velocità/Alta Capacità) che collegherà Torino con Lione, è stato infatti firmato un accordo per il finanziamento dell'opera (che vedrà impegnata la Francia (40% dell'intera cifra) e l'Italia (l'altro 40%) e l'Unione Europea (per il restante 20% della somma). Costo totale dell'intera opera: ben 13,085 miliardi di euro.

In sospeso però rimangono alcuni dettagli non ancora ben chiariti: vale a dire, ad esempio, che al progetto potrebbero associarsi per il 30% degli investitori privati.
Oppure il fatto che, con buona probabilità, la Regione Piemonte offrirà 100 milioni di euro come contributo ai finanziamenti. Tutti soddisfati dunque?

Tutti contenti allora per questo traguardo?

SEMBREREBBE PROPRIO DI NO.
Perché, se c'è chi esulta a questa notizia come Sergio Pininfarina, delegato italiano nella commissione intergovernativa Parigi-Roma e fortemente impegnato sin dal 1991 affinché la Torino-Lione diventasse realtà, c'è anche chi continua a battersi e lavorare per il NO al progetto delle TAV.
Sono i gruppi ed i movimenti dei semplici cittadini, della popolazione della Valsusa che, nati spontaneamente, non riescono a "bucare" gli schermi televisivi per fare sentire la loro voce di dissenso sul progetto dell'Alta Velocità.
Qui non è come a Scanzano Jonico dove è arrivata subito la televisione a filmare i blocchi autostradali o ferroviari della popolazione arrabbiata assieme a tutte le istituzioni, i parlamentari e tutte le forze politiche.
Qui no. Perché ormai sembra tutto deciso: i soldi sono stati trovati, l'Europa appoggia il progetto e ci aspetta a braccia aperte, gli oppositori sono, tra virgolette, pochi, descritti come montanari ottusi ai confort della modernità, mentre si continua a raccontare il ritornello ai torinesi, attraverso i media compiacenti, del "in tre ore a Parigi".

Ma è poi così vero che la protesta si può relegare solo ad un puro problema di localismo? Sono almeno quattordici gli anni che la popolazione, i comuni (con ben 37 paesi che percorrono la vallata da Caselette a Sestriere, abitata da 80 mila abitanti) e la comunità montana della Valle di Susa si stanno facendo sentire, lottando contro questo mega-progetto del Treno ad Alta velocità.
Lottano perché in questa valle alpina a due passi da Torino, fatta di gente comune, di storie di uomini e donne che quassù, sulle montagne, hanno costruito un patrimonio di vita vissuta alternando il lavoro della fabbrica a quello dei campi, del piccolo lavoro artigianale, con un patrimonio ricco di tradizioni che stanno scomparendo, si teme la distruzione del territorio, lo sperpero inutile di denaro pubblico, si teme per i cantieri che lavoreranno (se va bene!!) per oltre vent'anni.
Ecco allora che per poter farsi sentire è stata pure ideata una lista "No-Tav" che si presenterà alle elezioni provinciali. Una estrema decisione nata a tavolino nel giro di una manciata di giorni per continuare a dire NO TAV e farlo sentire ancora più chiaramente nelle sedi istituzionali, diventandone dal di dentro protagonisti in prima persona.
Perché tutti gli partiti invece dicono l'opposto: non si intravvede differenza fra il partito Azzurro e quello Ulivista, tranne Rifondazione e qualche pezzo dei Verdi, tutti si dicono d'accordo con questo progetto, tutti lo sostengono.
logo: http://utenti.lycos.it/spintadalbass

Leggi la seconda parte Un futuro d'amianto è per sempre
Leggi la terza parte Alta Velocità, gioco per i soliti furbi
Leggi la quarta parte Un cambio di nome in piena corsa
Leggi la quinta parte TAV alla francese o alla tedesca?
Leggi la sesta parte Scuole serali alternative NO Tav
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