
Magenta, Mercoledì 18 febbraio 04 (trascrizione dalla registrazione di Emanuela Morani)
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Otto anni fa, proprio a Magenta, fu costituito il Coordinamento Nazionale dei
Comuni interessati alla TAV.
C'erano Ferrè Salvati, Battaglia, Bettin, Oldani, Spadaro.
Era un periodo di grandi speranze perché eravamo riusciti a fare questo
Coordinamento di Amministratori locali che cercavano di
trovare un terreno
negoziazione e di contenimento degli inevitabili impatti che una grande
opera come questa avrebbe determinato sul territorio.
Poi nel luglio 2000 la linea Torino - Milano ad Alta Velocità ha
chiuso il suo iter ed è stata approvata.
Ad oggi la situazione dei cantieri è questa:
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Roma - Napoli costruita al 70%;
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Firenze - Bologna costruita al 60%, di cui 90% del tratto in galleria;
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Genova - Milano: approvato progetto preliminare;
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Milano - Venezia: approvato progetto preliminare;
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Verona - Pordenone: ancora in discussione per una radicale opposizione dell'Amministrazione
regionale e dei Comitati.
Il progetto non è ancora stato approvato. Sono stati messi in atto i meccanismi
per non fare applicare la Legge Obiettivo
Per effetto della Legge Obiettivo (o Lunardi)
i Comuni prendono atto ma
non fanno parte
dei processi decisionali.
La procedura della Legge Obiettivo prevede la sottoscrizione di contratti procedimentali che
vincolano formalmente il costruttore (General Contractor) e il Consorzio di costruttori al
rispetto del contenuto contrattuale.
I Sindaci del Veneto hanno fatto ricorso al TAR del Lazio per non far applicare la Legge Obiettivo
al procedimento in atto ritenedola lesiva delle prerogative costituzionali delle Amministrazioni stesse
ed evidenziando anche delle difformità tra diritto comunitario e norme contenute
in questa Legge Obiettivo per quanto riguarda la famosa VIA (valutazione di impatto ambientale
per gli effetti sul territorio).
Per quanto riguarda la linea Milano - Torino (decisa prima dell'entrata in vigore della Legge Lunardi),
la VIA è stata fatta dalla commissione ordinaria del Ministero dell'Ambiente
sul progetto finale.
Con la nuova procedure la VIA viene fatta su un grado di dettaglio peggiore: il Progetto
Preliminare. C'è una Commissione speciale che fa unicamente questo: la VIA su
queste opere ritenute strategiche e la deve fare entro 60 giorni.
Mentre nel caso della Milano - Torino sono gli altri ministri ad opporsi ad un
pronunciamento negativo del ministro dell'Ambiente, con la nuova procedura anche se la VIA
è negativa la si mette ai voti all'interno del CIPE (comitato interparlamentare programmazione
economica) che è un consiglio dei ministro bonsai formato dal presidente
del consiglio e da sei ministri.
Per effetto di questa procedura che non si guarda in faccia a nessuno, si
massacra il territorio, non vengono compensati gli impatti ambientali (come contenere rumore, vibrazioni,
mantenere una qualità urbana almeno uguale all'attuale).
Su questi aspetti la nuova procedura zittisce tutti.
I Comuni del Veneto, con l'aiuto della Corte Costituzionale, hanno attivato una serie di
strumenti per evitare quello che sta succedendo su altre tratte.
Ho tra le mai un rapporto dell'
Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente
della Toscana che fotografa i dati prodotti dai cantieri della TAV e la fase di
cantierizzazione è la più devastante (materiale sul sito della
Regione Toscana).
Per esempio l'Agenzia regionale evidenzia che
lo studio idrogeologico è generico.
Non tiene conto dei corsi d'acqua delle acque sotterranee: infatti
non monitorava
per niente la fase di cantierizzazione. Si vedono fiumi inquinati dalle acque di
dilavamento delle sabbie utilizzate negli scavi con
concenttrzione di idrocarburi
di 2000mg/kg mentre il limite è di 750 mg/kg. Cinque fiumi presentano
un altissimo stato di degrado a valle dei cantieri."
Leggi la
seconda parte