Evitare un ennesimo ed inutile scempio ambientale e sperpero di denaro pubblico
L'intervento di Massimo Marotta dei Comitati No Tangenziale al Parlamento Europeo
Discorso dei Comitati al Parlamento Europeo
Coordinamento Comitati NO Tangenziale
del Parco del Ticino e del Parco Agricolo sud Milano
Regione Lombardia - Italia
La storia di questo progetto comincia dal 1997.
Mentre si stava costruendo il nuovo aeroporto di Malpensa, viene dichiarata necessaria la costruzione anche
di una nuova strada, il cui tratto che dovrebbe attraversare la nostra zona è denominato collegamento con
la SS 11 a Malpensa e la tangenziale ovest di Milano.
La tipologia del progetto stradale grave;: categoria "A", ossia ambito urbano a doppia carreggiata per senso di
marcia con svincoli su due livelli.
Questo progetto prevede otto svincoli o viadotti e una ventina di cavalcavia lungo un percorso di circa 20 Km
che attraversa un territorio di incontaminata bellezza naturalistica con fontanili secolari ma soprattutto
coperta da vincoli ambientali e storici come il Parco Agricolo sud Milano e il Parco del Ticino.
Nel dicembre 2002 il Parco del Ticino è entrato a far parte del progetto MAB (man and biosphere), una rete
internazionale di "riserve delle biosfera" voluto fortemente da tutte le istituzioni, tra le quali il
Ministero dell'Ambiente.
Le riserve della biosfera sono zone ad elevato pregio ambientale che comprendono un ecosistema o
una combinazione di ecosistemi terrestri, costieri e marini, riconosciuti a livello internazionale nel
programma UNESCO sull'uomo e le biosfera.
Questo progetto appare assolutamente sovradimensionato rispetto al traffico per Malpensa proveniente da sud,
di fatti secondo studi effettuati dalla SEA (Societgrave; Esercizi Aeroportuali) e dalle FNM (Ferrovie Nord
Milano) pubblicati nella L.R. 12/4/1999 nr. 10 "Piano Territoriale d'area Malpensa. Norme speciali per
l'aerostazione intercontinentale Malpensa 2000", risulta che al traffico ordinario si sommerebbe "un volume di
traffico nell'ora di punta (8-9) di circa 1860 vetture in ingresso" di cui risulta proveniente da sud soltanto
il 10 % (185 vetture).
Appare evidente che che non è assolutamente necessario un nuovo collegamento di tipo autostradale
Abbiategrasso - Malpensa.
Inoltre quest'opera è un'ulteriore spinta verso un modello del trasporto superato e dannoso che va in
direzione opposta alle iniziative e scelte intraprese da altre nazioni europee come la Francia, la Germania
e la Svizzera che privilegiano il trasporto su rotaia.
Il disegno preliminare presentato da ANAS, società che in Itala costruisce autostrade, porterebbe anche ad
una radicale, dolorosa ed irrimediabile trasformazione del territorio dell'Abbiatense e del Magentino.
Ne risulterebbe drasticamente danneggiata la prevalente economia agricola, colpita nella vitale, delicata,
delicata e secolare rete irrigua, frantumata dagli espropri e dagli scorpori dei fondi, nonché
esposta ad un maggiore inquinamento delle superfici produttive in aree tutelate dalla presenza di parchi
regionali a vocazione spiccatamente rurale ove vanno sempre più affermandosi l'agricoltura integrata e
biologica incoraggiata dalle ultime direttive della Comunità Europea ed applicata dal piano di sviluppo
rurale della Ragione Lombardia.
Va anche ricordato che numerose aziende agrituristiche hanno investito sull'offerta qualitativa di paesaggi
rurali, di visite guidate sul territorio, promuovendo la vendita di prodotti tipici, le degustazioni,
le foresterie a conduzione familiare per il potenziamento delle forme di turismo rurale come effettivo contributo
ad un modello economico di sviluppo ecosostenibile ancora possibile nel comparto sud-ovest della provincia
di Milano.
Mancano inoltre in questo progetto le simulazioni dell'inquinamento atmosferico in una zona già
pesantemente compromessa da altre fonti di inquinamento; basti citare le rotte dell'aeroporto di Malpensa,
la raffineria di Trecate, la centrale termoelettrica di Turbigo da aggiungere al normale traffico
automobilistico privato.
I comitati NO Tangenziale hanno eseguito una elaborazione dei dati dell'inquinamento riferiti al
2002 e al primo trimestre 2003 della Regione Lombardia puntando l'attenzione sull'area di Magenta e Milano.
Il risultato finale è allarmante, ossia il tracciato grafico relativo a Magenta è analogo a quello
ottenuto per Milano ed, in alcuni casi, ad esempio per il PM10 e l'ozono, i dati peggiori sono riferiti
a Magenta e comunque spesso oltre la soglia di 50 microgrammi per metro cubo.
Qualsiasi intervento di questa natura dovrebbe innanzitutto essere sottoposto ad una simulazione di
schemi alternativi per verificare se il progetto più conveniente dal punto di vista ambientale, economico,
sociale e dell'efficacia sia quello proposto.
Questa procedura nel caso specifico è stata completamente disattesa. Quindi allo stato attuale né gli
enti proponenti né i tecnici che firmano il progetto, né gli organismi pubblici tecnici e politici
che si trovassero ad approvarlo, possono legittimamente affermare che questa opera sia giustificata.
Inoltre con il sistema legislativo in atto, attraverso la Legge Obiettivo (L. nr. 443 del 21/12/2001 -
D. Lgs attuativo del 20/08/2002 nr. 190), i cittadini e le istituzioni locali Comuni e province,
vengono espropriati delle loro competenze e del loro diritto ad esprimere pareri sui progetti che li
riguardano.
Sono oltre 13.000 i cittadini che hanno firmato contro questo scempio e che chiedono, a gran voce,
di intraprendere soluzioni alternative a basso impatto ambientale come la messa in sicurezza e l'adeguamento
delle strade già; esistenti, la creazione di circonvallazioni per risolvere il problema del traffico locale
di alcuni paesi ma soprattutto un forte potenziamento del sistema di trasporto pubblico verso l'esterno
dell'area metropolitana finalizzato ad un migliore utilizzo della rete ferroviaria esistente mediante
servizi metropolitani di superficie rapidi, efficienti ed economici.
Inoltre alla luce di quanto emerso in un rapporto del Pentagono, reso noto da alcuni giornali nel
febbraio 2004 sui possibili scenari futuri derivanti dal nostro modello di sviluppo dissennato, si
rendono ulteriormente necessarie scelte coraggiose e lungimiranti per la salvaguardia ambientale e dei
rapporti tra i popoli.
Quale rappresentante del Coordinamento Comitati NO Tangenziale del Parco del Ticino e del Parco Agricolo
sud Milano e come cittadino europeo oltre a ribadire le ragioni di un NO deciso a questa infrastruttura
chiedo un intervento tempestivo da parte degli organismi europei competenti, per evitare un ennesimo ed
inutile scempio ambientale e sperpero di denaro pubblico.
Distinti saluti.
Per il Coordinamento Comitati NO Tangenziale
del Parco del Ticino e del Parco Agricolo sud Milano
Massimo Marotta