Sopra il maneggio dove lavorano questi cavalli deve passare la nuova tangenziale!
Da questo punto, su un'immaginaria linea d'aria di un chilometro verso nord si devono aprire i cantieri
dell'Alta Velocità e del raddoppio dell'autostrada MIlano Torino...
Resistenza!!
foto: failacosagiusta.it
La promozione di forme di trasporto di qualità a basso impatto ambientale è un principio
già accolto nel Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Milano.
La politica premiale istituita dal Ptcp potrebbe estendersi utilmente al complesso delle misure intese
a promuovere, anche a scala sovracomunale, forme di mobilità sostenibile.
La stessa città di Milano, investita dalla congestione del traffico soprattutto per l'elevata
concentrazione di funzioni forti, potrebbe farsi promotrice di iniziative volte a contenere quanto
più possibile entro brevi percorrenze di connessione al trasporto pubblico gli ingenti flussi
su mezzo privato che la investono quotidianamente.
È questo uno dei banchi di prova su cui sperimentare e anticipare forme di Governo metropolitano.
Comunque sia, l'obiettivo di una mobilità sostenibile richiede un'intensificazione della
concertazione fra i vari livelli della pubblica amministrazione (Regione, Provincia, Tavolo
Interistituzionale, Comuni) e fra questi e i soggetti che gestiscono le reti del trasporto pubblico.
Ciò si rende necessario anche su un altro fronte: la riduzione della domanda di mobilità
obbligata.
Risultati significativi possono essere offerti dal riequilibrio nella distribuzione geografica di alcune fra
le funzioni sovracomunali che maggiormente alimentano la domanda di trasporto.
I rapporti casa-scuola e casa-servizi sono quelli su cui il soggetto pubblico può incidere più
direttamente.
Nel caso del Magentino in particolare, una diminuzione della mobilità obbligata si potrebbe ottenere
sul versante delle strutture dell'istruzione superiore, ambito in cui l'area soffre di un'evidente sottodotazione.
Non si tratta di inseguire l'autosufficienza territoriale, ma di operare per un'articolazione dei sistemi
funzionali, governando e assecondando allo stesso tempo la qualificazione dei contesti in una logica
reticolare che tenga conto delle specifiche potenzialità di ciascuno.
Per il Magentino, ma non solo, la programmazione alla scala metropolitana e la concertazione fra i vari
livelli decisionali, ma anche fra le varie realtà territoriali (i "Tavoli Interistituzionali"),
si rendono necessarie per affrontare in modo adeguato le ricadute prodotte da nodi funzionali di importanza
sovraregionale (Aeroporto di Malpensa e Fiera di Rho-Pero).
Lo stesso vale per altre scelte rilevanti che si profilano all'orizzonte sia sul versante delle
infrastrutture di trasporto sia su quello di funzioni - quali le strutture della grande distribuzione
commerciale e della logistica - che solitamente perseguono in modo unilaterale economie di scala scaricando
sulla collettività larga parte dei costi infrastrutturali e ambientali.
In questo quadro di tensioni prevalentemente esogene, realtà territoriali come quelle raccolte attorno
ai Tavoli Interistituzionali non possono essere considerate soggetti passivi O comunque costrette a
improvvisare caso per caso risposte a decisioni già prese.
Allo stesso tempo, l'interlocuzione auspicata fra livelli del governo del territorio è tanto più
praticabile quanto maggiore è il grado di conoscenza e di consapevolezza dell'identità storica
e di quella che si intende perseguire (facendo affiorare e dando voce e ossigeno anche alle potenzialità
endogene).
La stessa concertazione fra i comuni del "Tavolo" è questione che richiede investimenti d'energia e
di intelligenza.
Lo studio ha cercato di offrire stimoli in questa direzione attraverso uno spaccato costruito, per
quanto possibile, sui fatti.
Uno spaccato settoriale ma, crediamo, utile a chi sia interessato a risolvere problemi concreti e insieme
a far crescere la riflessione sui caratteri e sui destini del Magentino.