
Magenta, Mercoledì 18 febbraio 04 (trascrizione dalla registrazione di Emanuela Morani)
In Val Di Susa è in corso una lotta popolare:
facciamo normalmente assemblee molto partecipate, anche 400/500 persone in comuni piccoli di poche migliaia
di abitanti, quindi
c'è un'enorme sensibilizzazione sul territorio e sicuramente a livello nazionale
un esempio abbastanza raro.
Il 31 maggio 2003 si è svolta una manifestazione con 20.000 persone su una popolazione di 65.000
abitanti.
Ovviamente hanno provato ad offrire di tutto a questo territorio, cifre imponenti: 1.000 miliardi dal centro
sinistra e il 10% dei posti di lavoro dall'attuale governo.
Non siamo interessati perché la salvaguardia della salute dei cittadini non può
essere barattata.
Non c'è possibilità accettare queste ipotesi con un territorio che oggi ha un
insormontabile carico antropico.
Voglio soffermarmi sul
problema del rumore che è drammatico: per un'area come la nostra, che non
è in pianura, non c'è modo per ridurlo se non con
barriere fonoassorbenti di 6/8 metri nel piano
di montagna.
Vuol dire
un'imponente diga artificiale in mezzo ad una valle con imponenti rischi di alluvione, dato che la
nostra valle vive periodicamente episodi di tal genere (disastrosa quella dell'estate 2000).
Si capisce che pensare di fare delle barriere con queste caratteristiche in mezzo ad una valle vorrebbe dire
condannare tutte le abitazioni in fondo alla valle a pericoli elevatissimi.
A questo si aggiunge
il problema dell'amianto: nella fase di cantiere dovrebbero estrarre dalle gallerie 15
milioni di metri cubi di materiale in una montagna ricca di amianto.
È assolutamente indescrivibile quello che potrebbe accadere sul territorio con un impatto
di questo tipo.
Noi poniamo la questione di impatto ambientale.
Pensate che, per un'operazione politica, è stata predisposta una Valutazione di Impatto Strategico su una
delle piste del trampolino per le prossime olimpiadi ed è stata spostata dal sito che la doveva ospitare
perchè c'era amianto in quantità assolutamente irrilevante rispetto alla percentuale di materiale
scavato.
Il problema è che l'Alta Velocità è un'opera imponente.
Noi abbiamo dall'altra parte tutte le forze politiche, tutti gli enti sovracomunali, quindi la provincia, la
regione, i vari governi succeduti in tutti questi anni.
Qual'è la nostra speranza?
Che devono inserire dei costi progettuali (
per questa opera è previsto un cantiere della durata
di 20/25 anni) per i quali non esista accordo di programmazione.
I progettisti delle ferrovie (e non noi) hanno chiesto che nel quadro economico ci sia il progetto
della realizzazione di un acquedotto al servizio dell'intero territorio dal costo di 250 miliardi,
barriere fonoassorbenti che costano 25.000 euro al metro lineare, cioé 50 miliardi al chilometro.
Sono tutte partite economiche che devono essere inserite all'interno del quadro economico
dell'opera dell'Alta Velocità.
La Legge Obiettivo, assolutamente antidemocratica perchè annulla qualsiasi possibilità
di coinvolgimento del territorio,
non prevede sul progetto preliminare nessun quadro economico.
Quindi, quando viene approvato il progetto, si deve giustificare dove si trovano i soldi per
realizzarlo.
Sul progetto preliminare non esiste valutazione strategica della sua importanza.
Questo per dire che non ci sarebbe nessuna garanzia di copertura.
Quindi è una partita complessa
.
Perchè chiediamo che mettano nel quadro economico tutte queste previsioni di spesa?
Vogliamo capire se l'opera passa da 40.000 a 50/60/70.000 miliardi e se i decisori
politici la intendano portare avanti.
Abbiamo fatto di più:
abbiamo affidato studi indipendenti a una società di Milano il cui titolare,
l'ingegner De Bernardi, è stato uno degli estensori del piano di trasporto regionale, e
il documento
prodotto dimostra in modo assolutamente scientifico quali sono le possibili alternative senza la realizzazione
di questo mostro.
Abbiamo prodotto
studi del Politecnico di Torino sull'inquinamento acustico.
Nel frattempo i Comuni, con legge nazionale, hanno fatto tutti la zonizzazione acustica, il cui progetto
generalmente informa su quali sono i livelli di inquinamento sopportabili dai cittadini nelle
scuole, negli ospedali, negli asili e sul territorio.
Il ministro Lunardi ha stamattina garantito la costituzione di un comitato di controllo con un rappresentante della
Comunità montana per individuare gli elementi di criticità del progetto.
Noi ci auguriamo che a un certo punto ci sia qualcuno che a livello nazionale e regionale voglia provare a fermarsi
qualche secondo per cercare di
capire se sono queste le risposte che il Paese aspetta: se è veramente
giusto
sottrarre risorse imponenti a quelle che sono l'ammodernamento del nostro sistema ferroviario, la scuola,
la sanità.
Con la realizzazione di queste grandi opere si gioca un pezzo importante del nostro futuro.
In un rapporto costi-benefici l'utilità di questa opera in Val di Susa è non è
dimostrabile.
La forza del movimento della Val di Susa è che non abbiamo nessuna appartenenza politica, quindi
è credibile.
Non si può tacere che, se c'è una cosa che il precedente governo di centro sinistra
aveva fatto di buono era di
eliminare il meccanismo assolutamente aberrante del general contractor,
affidando gli appalti ad una gara pubblica.
Sulla tratta Firenze - Bologna
i lavori che furono appaltati con gara internazionale subirono un
ribasso del 40%.
Un pettegolezzo sul ministro
Lunardi: ha firmato la legge e la moglie partecipa all'appalto
ottenuto senza gara.
Cercheremo di fare in modo che chi dovrà decidere l'approvazione di questo progetto
e di cantierare un'opera del genere dovrà assumersi una grossa responsabilità.
Per approfondire:
Legambiente
e
comitato spontaneo valdellatorre,