Cop9: una fine sottotono e una scommessa
Il contributo di Fabio Fimiani, giornalista e inviato di Radio POpolare alla Conferenza ONU sul clima
foto: failacosagiusta
Una fine sottotono come previsto, ma una serie di accordi tecnici che lasciano
integro il Protocollo di Kyoto, creando così le premesse perché possa
diventare operativo dal 2005.
Cop9 ha infatti stabilito le regole operative per realizzare l'accordo siglato
in Giappone nel '97.
Innanzitutto le foreste potranno essere piantate nei paesi in via di sviluppo
per mitigare l'aumento della temperatura del pianeta. Purtroppo è stato
lasciato un varco per l'uso di alberi geneticamente modificati, o di specie
aliene invasive.
Vi saranno trasferimenti di tecnologie a ridotto impatto ambientale nei paesi
in via di sviluppo o a basso sviluppo. Per le conseguenti opere da realizzare
sono state create le regole di accesso ai due appositi fondi.
L'Italia ha scommesso che nel 2004 la Russia ratificherà l'accordo, facendolo
diventare operativo. Il trattato prevede la sua entrata in vigore alla ratifica
dei paesi che producono il 55% delle emissioni di gas serra al 1990.
Per sostenere il governo di Mosca è stato siglato dal ministero dell'ambiente
un patto bilaterale per il traferimento di nuove tecnologie per la produzione
e distribuzione di energia, e la realizzazione delle istituzioni perché il
governo di Mosca possa rispettare il Protocollo di Kyoto.