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L'italiana al Brennero: le lavatrici a consumo ridotto sono prodotte per l'esportazione

Nei negozi di casa nostra non troviamo i modelli che risparmiano l'80% per scaldare l'acqua

lavami "RISPARMIO ENERGETICO: ISTRUZIONI PER L'USO", 15 giugno 2004 sede di Legambiente di Milano.
Sintesi (curata da Roger Longhi e Marina Monari).
Il relatore è stato Pierluigi Alari, che lavora nel gruppo eERG del Politecnico di Milano.

Questo gruppo si occupa di studiare come applicare al meglio le tecnologie già esistenti per il risparmio energetico.
In questa serata si è parlato delle applicazioni ad uso domestico.

SECONDA PARTE

Lavabiancherie e lavastoviglie: il 20% dell'energia che consumano è quella veramente utile alla loro funzione, cioé pompare l'acqua e far girare il cestello. L'80% usato per scaldare l'acqua sarebbe evitabile se questi elettrodomestici avessero due prese: una per l'acqua fredda e una per quella calda, che potrebbe provenire dalla caldaia, molto più efficiente nel riscaldare l'acqua.

Nuova sorpresa: questi modelli di lavatrici non si trovano nei negozi italiani. Le possiamo però trovare al Brennero, cioé nei TIR che esportano nel nord Europa le lavatrici prodotte in Italia.
Infatti il nostro paese produce il 50% degli elettrodomestici venduti in Europa.

Oltre a fare una valutazione oculata al momento dell'acquisto di un nuovo elettrodomestico, bisognerebbe anche valutare quanto ci fanno consumare gli elettrodomestici che abbiamo già in casa rispetto a quelli in vendita.
Un frigoriferifo di classe A++ consente già un risparmio del 45% rispetto ad uno di classe A e addiruttura un riduzione dei consumi di 3 volte rispetto ad un vecchio frigorifero.
In quest'ultimo caso si spenderebbero ogni anno 50/100 euro in più di elettricità.
Andrebbe quindi valutato se non converrebbe cambiarlo prima che si rompa.

Una considerazione finale economica sulle tecnologie che consentono di migliorare l'efficienza: investire in risparmio energetico può portare a rendimenti del 30%.
Un esempio estremo in campo edilizio è il quartiere generale del Rocky Mountain Institute negli USA.
Questo edificio costruito a 2000 metri non ha in impianto di riscaldamento, ma sfrutta sistemi solari passivi ed un super isolamento.
Ovviamente la sua costruzione ha comportato dei maggiori costi, che però hanno calcolato di recuperare in soli 3 anni grazie al risparmio energetico.

Anche per i nostri edifici comunque la comunità europea prevede entro il 2006 la certificazione energetica, tipo quella che già c'è per gli elettrodomestici.
L'ultimo argomento dell'incontro riguardava i sistemi di raffrescamento passivo.
Nell'immediato i sistemi più semplici sono: In futuro sarà necessario pensare ad un cambiamento nella progettazione degli edifici ed in particolare: Per maggiori informazioni: www.eerg.it

Leggi la prima parte dell'articolo Risparmio energetico. Istruzioni per l'uso
foto:failacosagiusta.it
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