L'associazione tra inquinamento atmosferico ed effetti dannosi per la salute umana in termini di
mortalità e morbosità (malattia), è stata messa in luce in occasione di
vari episodi di grave inquinamento ambientale (nella Valle della Mosa nel 1930, a Londra nel 1952 e 1962).
L'acquisizione di risultati di osservazioni epidemiologiche, unitamente a conoscenze sui meccanismi
biologici relativi a tali effetti, ha portato a misure di contenimento e controllo dell'inquinamento
atmosferico in vari Paesi.
...
In occasione di un nostro (ISDE) convegno tenutosi nel giugno del 2001 abbiamo dimostrato che
nel magentino
dal novembre 2000 a maggio 2001 si è superato costantemente il valore di attenzione (50microgrammi per
metro cubo) per il 50% del periodo osservato e con numerosi picchi superiori a 75ug/m (soglia di allarme)
con una media annua di 45 ug/m,
anche nel periodo dal 12 al 21 dicembre 2003 la media ha superato i 50ug/m.
Una delibera (2001) della giunta regionale lombarda "zonizzazione del territorio regionale per il
conseguimento degli obiettivi di qualità dell'aria"
ha compreso i Comuni delimitati a ovest dal Ticino,
da Sesto Calende ad Abbiategrasso e a sud dal Naviglio Grande, da Abbiategrasso a Corsico nella zona
di risanamento.
Per zona di risanamento si intende, ai sensi del d.lgs. 351/99, la parte del territorio regionale nel quale
i livelli di uno o più inquinanti sono compresi tra il valore limite ed il valore limite aumentato del
margine di tolleranza (sic!);
quindi anche nel magentino (e non solo) occorre preoccuparsi di più e
con decisione adottare strategie efficaci che riducano l'inquinamento atmosferico; secondo l'ISTAT
circa l'80% degli italiani fa spostamenti che richiedono un tempo inferiore a 30 minuti e la maggior
parte utilizza l'auto privata, quindi molti la utilizzano per compiere un tragitto che si può
facilmente percorrere a piedi o con i mezzi pubblici.
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