foto: marcello rhorwasser
Tutti davano ormai per scontato che questa mattina la maggioranza di centrodestra in Regione avrebbe approvato l'emendamento
n. 13 bis alla legge n.12/2005, il cosiddetto "Ammazzaparchi".
Ed infatti, già nell'assemblea di mobilitazione di sabato scorso a Cassinetta di Lugagnano, si pensava ad avviare l'iter
amminsitrativo per chiedere il referendum abrogativo.
Invece, questa mattina, il presidio davanti al Pirellone convocato dal Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico
Finiguerra, e che ha visto la partecipazine di un centinaio di cittadini, agricoltori e militanti delle associazioni,
ha ricevuto in diretta la notizia del ritiro dell'emendamento da parte dell'assessore Boni.
"Siamo molto soddisfatti. Questa è una vittoria di chi non si è mai rassegnato e di chi non ha mollato. Dopo l'approvazione
in commisione, nonostante i pareri contrari di tutte le associazioni ambientaliste, tutti avevavano perso le speranze.
La mobilitazione di sabato scorso a Cassinetta, evidentemente, ha scosso alcune coscienze all'interno della maggioranza,
che stamattina, probabilmente, non avrebbe tenuto nel voto segreto chiesto dal centrosinistra.
Colgo l'occasione per ringraziare le migliaia di cittadini che hanno firmato l'appello on line, le centinaia di persone
che hanno partecipato a questa mobilitazione, tutte le associazioni e i comitati che hanno dedicato tanta energia a
questa battaglia a salvaguardia di tutti i parchi lombardi e tutti i consiglieri regionali che hanno portato nella sede
istituzionale la questione".
Ma il ritiro dell'emendamento non significa che i pericoli siano scampati. Quasi sicuramente, a breve si riproporrà
la questione, magari dopo le elezioni.
E' tutt'ora in discussione la legge di riordino dei parchi e non è da escludere l'utilizzo di questo passaggio per
riproporre la stessa norma.