foto: marcello rhorwasser
Egregio sig. Sindaco,
questa lettera aperta per far sentire la mia voce, decisamente contraria alla costruzione di quello che si usa chiamare
"termovalorizzatore"(parola usata solo in Italia) ossia un impianto di incenerimento il cui calore viene parzialmente
recuperato.
Al di là delle info che ne pubblicizzano la sicurezza e utilità,sono convinto che esistono altre informazioni che vengono
invece omesse all'intera cittadinanza. Fra queste non si considerano ad esempio:
- l'impatto sulla qualità dell'aria (nonostante i moderni impianti offrano qualche garanzia in più)
- la pericolosità dei residui della lavorazione e i costi del loro smaltimento (sono irreversibilmente tossici). Questi
scarti tossici rappresentano oltre il 20% della quantità di rifiuti inceneriti e sono per ora non bonificabili. Inoltre,
in Italia non è ben chiaro dove vengano custoditi
- le caratteristiche delle Nano-particelle(infer. 2,5 micron) che si libererebbero nell'aria, potenzialmente micidiali
e per le quali non esiste una regolamentazione.
Sicura è la loro alta tossicità mentre difficilissima è la loro rilevazione e il loro controllo
- Le alternative possibili con un adeguata raccolta differenziata (ricordo che i comuni del Consorzio dei Navigli, dei
quali Abbiategrasso non fa parte, rasentano in media il 70% di materiale riciclato)
- Il carattere non emergenziale in cui versa attualmente la raccolta dei rifiuti nella nostra zona
- L'adozione prossima (ma tardiva) di normative europee che obbligheranno chi produce certi tipi di prodotti, a smaltire
o reinserire nel ciclo produttivo quelli vecchi che vengono sostituiti
- Gli avvertimenti tragici che alcuni ricercatori di fama mondiale diffondono per scoraggiare l'usanza dell'incenerimento
dei rifiuti (vedi dichiarazioni di Paul Connet e siti del Dott. Montanari e Dott.ssa Gatti, quest'ultima docente
dell'Università di Modena e consulente della commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito dei Balcani
- Un inceneritore è in antitesi con la raccolta differenziata perché necessita della frazione plastica e solida per
poter funzionare. Crea molta meno occupazione rispetto a quella che creerebbero gli impianti di riciclaggio
Queste sono solo alcune ragioni, fra le tante. A chi si chiede come mai si sia creato un coro contrario all’inceneritore
di Abbiategrasso in questa fase politica, rispondo che, primo, l’inceneritore negli ultimi tempi era stato accantonato
dalla Provincia (ora invece sembra voglia ripensarci) e, secondo, con l’emergenza di Napoli degli ultimi mesi i cittadini
hanno avuto l’occasione di approfondire e documentarsi in merito.
Non mi si riesce a illudere che dietro l'incenerimento dei rifiuti ci sia un'emergenza sociale, una convenienza economica
per la cittadinanza non controbilanciata da una maggiore esposizione a inconvenienti di varia natura più o meno gravi,
un'utilità effettiva e che non ci siano matematicamente dei rischi.
Credo piuttosto che dietro a questa spinta inceneritrice si celino i soliti interessi d’ignoti, ai quali non importa
nulla del benessere comune.
Considero scandaloso annoverare l'incenerimento dei rifiuti nelle "energie rinnovabili", condizione grazie alla quale
l'incenerimento dei rifiuti può contare su sovvenzioni statali, ossia sui soldi dei contribuenti. In pratica: paghiamo
per avvelenarci!
Se vogliamo cercare dell'energia a basso costo da usare e a impatto zero, basterebbe cominciare seriamente con un'attenta
e obbligatoria politica di risparmio energetico nel campo edile (a cominciare dai nuovi edifici), negli edifici pubblici
e scolastici e nel trasporto pubblico (a questo riguardo, trovo ad esempio scandaloso che ogni tanto "saltino" senza
preavviso le corse dell'Atinom sulla SP 114: come si può fidelizzare l'utenza al trasporto pubblico se esistono queste
carenze?). Alcune stime parlano di risparmi energetici intorno al 50%!
Penso infine che le istituzioni preposte alla tutela dei cittadini debbano smetterla di ascoltare e accogliere le istanze
di chi vuole solo fare profitti.
Il bilancio economico è chiaramente importante e fondamentale, ma si può farlo quadrare anche con coraggiose, ma possibili,
politiche nuove e soprattutto attualizzate. L'indotto economico che si può trarre dall'utilizzo delle nuove tecnologie
nell'ambito della sostenibilità ambientale è immenso (vedi ricadute sull'occupazione e sul reddito procapite) E chi prima
arriva meglio starà, quando queste saranno ormai da tutti acquisite. Questo vuol dire fare l'interesse del cittadino:
la lungimiranza!
E' d'altronde risaputo che il Sindaco è la massima autorità sanitaria e che quindi è il Sindaco che deve garantire
il rispetto dell'articolo 32 della Costituzione E’ per questo che mi rivolgo a Lei.
Così come Lei ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini garantendo pratiche alternative di smaltimento dei rifiuti
che possano provare la loro totale innocuità, così Io mi appello a Lei, in qualità di Sindaco del comune che dovrebbe
accogliere il tanto discusso INCENERITORE, perché sento il dovere di cercare di tutelare la salute delle mie figlie.
La ringrazio sentitamente per l'attenzione e la saluto cordialmente.
Marcello Rohrwasser
marcello_roh@yahoo.it