
21 aprile 2004 Convegno sul depuratore di Abbiategrasso
Appunti di
Marcello Rohrwasser (per motivi di tempo non ho curato molto la costruzione grammaticale, ma
penso che sia ugualmente comprensibile e chissà che possa dare qualche spunto utile a qualcuno)
Relatore Marco Caldiroli di medicina democratica.
Le emissioni di diossine in Europa negli ultimi dieci anni sono diminuite, come da obbiettivo posto dalla CE
che puntava ad una riduzione del 90 % rispetto ala 1990.
Si è arrivati ad un buon livello ma non certo
al 90%.
Teniamo presente che
il 60-70 % delle diossine prodotte in Europa era dovuta agli inceneritori.
Ora la percentuale raggiunta è del 30 % delle diossine totali.
A questo riguardo, l'obbiettivo CE che si dovrebbe raggiungere con una buona gestione degli impianti è
del 10%.
Nel settembre del 2002 la UE si è accorta di aver sottovalutato la tossicità di alcune sostanze
che funzionano da disturbatori endocrini del sistema ormonale e che colpiscono soprattutto i bambini
perché organismi in crescita. A questo proposito, teniamo anche conto che
i bambini che vivono nelle
vicinanze degli inceneritori sono anche le persone che per più lungo tempo della loro vita vengono esposti
a queste sostanze tossiche: infanzia, adolescenza e spesso età matura.
Diossine, metalli pesanti, e sostanze organiche varie, hanno la caratteristica di essere sostanze molto
tossiche anche a dosi basse, ma che soprattutto si degradano con difficoltà. Ecco perché
un'esposizione prolungata negli anni può essere pericolosissima, a causa dell'accumulo costante di queste
sostanze nel nostro organismo. Questo è tanto peggio se si tiene presente che
bisogna sommare anche
la quantità di diossine che fisiologiscamente incameriamo a causa dell'alimentazione, che è appunto
responsabile dell'esposizione umana per un 90-95% delle diossine che assumiamo, con particolare riferimento ai
prodotti caseari e pesce.
Anche i parametri di tolleranza alle diossine è oscillante, a seconda dello stato degli studi sulla
tossicità: gli europei infatti risultano avere un'esposizione totale superiore alla dose tollerata che fino
al 1998 era di 10 picogrammi/Kg. di peso corporeo al giorno per persona.
Per ora nel 2004
il parametro di riferimento di massima tolleranza è 1 picogrammo.
Purtroppo per ora, vista la situazione,
la UE si accontenta di porsi l'obbiettivo di stare dentro al parametro
di 4 picogrammi.
Ci sono poi paesi molto attenti alla rilevazione delle diossine: per esempio in Francia nel 1998 sono stati
chiusi per un certo periodo 25 impianti di incenerimento a causa dei livelli di diossine presenti negli
alimenti troppo elevati.
Visto e considerati questi dati e aspetti, bisognerebbe porsi l'
obbiettivo di ridurre le fonti di emissioni
di diossine e altre sostanze (es. metalli), fra cui certamente gli inceneritori.
Certo, anche altri processi produttivi creano emissioni dannose, ad esempio le acciaierie.
Altro esempio:
l'adozione delle marmitte catalitiche e benzina verde, ha effettivamente quasi eliminato il
problema del piombo, ma si è prodotto il benzene, che è anch'esso tossico.
Gli inceneritori sono comunque i grandi produttori di PM 2,5, le polveri sottilissime che i filtri anche
più moderni purtroppo non riescono a trattenere.
Il pM 2,5 non riesce ad essere eliminato dal nostro organismo, perché particolato troppo fine.
Si innesca una
reazione a catena: su queste polveri si attaccano (absorbimento)le diossine e gli altri
metalli così che le polveri sottili diventano il cavallo di Troia del nostro organismo.
Ecco l'importanza del PM 2,5 o delle particelle comprese fra 1 e 3 micron.